Riceviamo e pubblichiamo la denuncia di Massimo Luongo, un cittadino di Benevento che descrive le pessime condizioni in cui versa Viale Principe di Napoli.
“Gent.mo Direttore, chiedo ospitalità sulle colonne del Suo giornale, non per entrare in polemica con chicchessia, ma solo per segnalare a chiunque si volesse avventurare in una salutare passeggiata sul Viale Principe di Napoli, di premunirsi di appositi DPI (dispositivi individuali di protezione), per evitare spiacevoli infortuni.
Per una percorrenza in sicurezza è, infatti, necessario fare uso di caschi e di occhiali protettivi per cautelarsi dall’impatto con i rami delle folte chiome degli alberi, che ormai sono scesi finanche alla scarsa altezza di chi scrive. Altrettanto necessario è l’uso di stivaloni di gomma per proteggersi dagli schizzi d’acqua piovana che si alzano prepotentemente dalle mattonelle sconnesse, ogni qualvolta vengano calpestate.
Al contrario, non è più necessario l’uso di tute protettive, qualora il passante avvertisse stanchezza e volesse sedersi sulle panchine che costituiscono l’arredo urbano. Queste ultime, in verità, dopo essere rimaste sepolte sotto una cospicua coltre di guano, oggi, risultano ripulite e pienamente fruibili.
Invece, per i più temerari, che avessero l’ardire di avventurarsi lungo la detta arteria finanche nelle ore successive al tramonto, si rende assolutamente necessario (oltre ai predetti DPI) l’uso di una o più torce (solo quella del cellulare non è sufficiente) e un abbigliamento dotato di catarifrangenti, tanto per illuminare il proprio cammino, quanto per essere visibili ad altri amanti dell’avventura.
In mancanza, si troverebbero a vagare (per citare il sommo poeta), in una selva oscura, tanto per l’assoluta mancanza di luce, quanto per la sovrabbondante vegetazione costituita dalle chiome degli alberi. Queste ultime, oltre a essere cresciute talmente tanto da entrare nelle finestre delle abitazioni poste ai primi piani e, come detto in precedenza, a invadere finanche i marciapiedi, vanificano del tutto la luce proveniente dalla pubblica illuminazione. In alternativa alle torce, i detti pedoni potrebbero solo affidarsi alla luce proveniente dal negozio di qualche generoso commerciante che con l’energia elettrica a servizio della propria attività, dona luce agli avventurieri del Viale Principe di Napoli. Ma qualora vi fosse qualcuno che volesse davvero vivere il piacere di una salutare passeggiata nella notte buia, potrebbe scegliere di percorrere il lato destro del viale, con direzione stazione, lungo il quale da tre giorni la suddetta pubblica ’illuminazione, probabilmente, perché, come già detto, assolutamente inutile, è stata completamente spenta.
Per gli automobilisti, invece, la percorrenza del viale in argomento è sicuramente più agevole e non necessita dei DPI auspicati per i pedoni. Basterà, infatti, solo dotarsi di mezzi di locomozione dotati di cingoli, ma questo, ormai, vale per la gran parte della viabilità comunale e provinciale”.
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