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Da questa mattina, a seguito di provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Salerno su richiesta della locale Procura – Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno, supportati da militari dei Reparti Territoriali e delle Compagnie del Comando Provinciale, da due team delle Aliquote di Primo Intervento di Salerno e dal 7º Nucleo Elicotteri di Pontecagnano (SA) e del Nucleo Cinofili di Sarno (SA), stanno eseguendo, sulle province di Salerno, Napoli e Foggia, un provvedimento che prevede misure cautelari personali e reali a vario titolo nei confronti di diversi soggetti indagati per associazione a delinquere finalizzata all’ esercizio abusivo di attività di gioco e di scommessa, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, con l’aggravante dell’agevolazione ad
associazioni di tipo mafioso.
I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa organizzata presso la sede della Procura della Repubblica di Salerno alle ore 11:30.

AGGIORNAMENTO

Erano riusciti a siglare un accordo perfino con il clan dei Casalesi per piazzare sul loro territorio dei totem alterati che consentivano di gestire illegalmente le piattaforme di gioco online.
Un meccanismo illecito portato alla luce dalla Procura di Salerno e dai carabinieri che hanno arrestato Domenico Chiavazzo, Paolo Memoli (in carcere) e Giovanni Petruzzellis (ai domiciliari). I tre sono ritenuti responsabili di essere i promotori, capi e organizzatori di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti in materia di esercizio abusivo del gioco online e della raccolta di scommesse. Gli indagati, inoltre, devono rispondere di emissione di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. La Procura di Salerno, inoltre, per il gioco illegale online, contesta anche l’aggravante mafiosa per aver agevolato la fazione Schiavone de clan dei Casalesi.
Nell’inchiesta risultano indagate complessivamente 15 persone. Gli investigatori hanno disposto anche il sequestro delle società, riconducibili al capo-promotore dell’associazione, di autovetture di lusso, di immobili (di cui 17 tra fabbricati aziendali, locali commerciali, appartamenti di pregio e 3 terreni), di denaro per un ammontare pari a circa 1,5 milione di euro. Il valore stimato dell’intero sequestro è di almeno 4 milioni di euro. L’indagine condotta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno ha consentito di ricostruire il meccanismo di funzionamento del sofisticato sistema di gaming online denominato “Lireservice”, la cui offerta di gioco veniva resa accessibile attraverso apparecchiature definite Totem, ovvero dei computer collegati in rete ad una piattaforma madre gestita dagli indagati. Tali totem sono stati forniti a innumerevoli esercenti di attività commerciali su tutto il territorio nazionale, creando un circuito di gioco parallelo a quello dell’ADM, apparentemente lecito, in grado di far confluire ingenti somme di denaro all’organizzazione aggirando i controlli e in violazione dei limiti di legge relativi alle puntate e alle vincite.
Il sistema, organizzato mediante uno schema piramidale, prevedeva che i proventi illeciti, tramite i vari anelli della piramide, venissero fatti confluire nelle casse dell’organizzazione in contanti o attraverso il versamento su carte ricaricabili. Si stima che il giro d’affari possa aver prodotto un introito di oltre 25 milioni di euro. Contestualmente l’organizzazione si è dotata di un complesso sistema di società utilizzate come strumento per riciclare e reimpiegare ingenti dotazioni finanziare anche nel settore immobiliare e che si è avvalso di società cartiere e prestanomi.