Un riconoscimento che celebra il lavoro di un intero territorio e, allo stesso tempo, conferma che il nuovo percorso intrapreso dalla Cantina del Taburno è quello giusto: un cammino fatto di valorizzazione del Taburno, dei conferitori per un obiettivo preciso. Portare la Cantina del patron Rillo verso una visione più moderna, ambiziosa e condivisa.
Il primo riconoscimento è arrivato in questi giorni con i 5 grappoli, il massimo riconoscimento possibile per i vini che raggiungono una valutazione tra 91 e 100 punti, ottenuti per l‘Aglianico del Taburno Bue Apis 2019.
Il riconoscimento è arrivato nel corso della cerimonia Bibenda 2026, la 28esima edizione della guida annuale della Fondazione Italiana Sommelier.
Ben 764 i vini premiati e tra questi è entrato di diritto il Bue Apis 2019, prodotto di eccellenza che rappresenta la Cantina del Taburno targata Enzo Rillo, capace di far arrivare sulla tavola un prodotto che non passa inosservato.
Un premio per la Cantina ma un riconoscimento per il lavoro di ogni singola persona e di un intero territorio capace di regalare delle vere eccellenze.



















