A Cautano le tradizioni continuano ad essere un gesto vivo, un patto silenzioso che ogni anno si rinnova tra la comunità e la propria storia. Nel giorno dell’Immacolata, questo legame prende forma grazie a Fortunato Lombardi, custode instancabile di una dedizione che va oltre il semplice allestimento di una capanna natalizia. Un appuntamento che profuma di tradizione, di legno fresco e di paziente artigianalità. Anche quest’anno, davanti alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la caratteristica capanna del presepe è tornata a prendere vita grazie alle mani e al cuore di “Zio Fortunato”, figura amatissima e da sempre vicina alle attività della comunità parrocchiale.
Il parroco Don Aldo Mucci, attraverso un messaggio social, lo ha ricordato con parole cariche di riconoscenza: ogni anno, puntuale come chi avverte la responsabilità affettuosa delle cose che contano, Fortunato mette mano ai materiali, alle idee, alla pazienza. Una capanna semplice ma curata, costruita con ingegno e sensibilità, capace di restituire subito l’attesa tipica del Natale. È una piccola opera d’arte che parla della passione di chi la crea, della storia condivisa, dell’identità di un paese che ritrova nei gesti semplici la propria forza.
Don Aldo ringrazia Fortunato per quella presenza costante, sempre accompagnata da un sorriso, da un’ironia gentile e da quella saggezza popolare che tutti conoscono. Una capanna, certo, ma anche un promemoria: le tradizioni resistono quando qualcuno ci crede davvero. E Fortunato Lombardi ci crede da sempre. Finché ci saranno mani e cuori come i suoi, questa piccola opera d’arte continuerà a illuminare il Natale del paese.
Il post del parroco di Cautano Don Aldo Mucci
“Ogni anno nel giorno dell’Immacolata il nostro Fortunato Lombardi non fa mancare la sua maestria e ingegnosità, regalando innanzitutto il suo sincero entusiasmo nel comporre la capanna per Gesù Bambino, e nello stesso tempo dare continuità ad una tradizione radicata prima di tutto nel cuore e poi nel realizzare un piccola opera d’arte. A lui il mio più grande ringraziamento perché sempre con il sorriso e disarmante ironia unita ad una saggezza storica della comunità, c’è sempre”.




















