Un momento di serenità anche per le persone ristrette nella Casa Circondariale di Capodimonte quello curato dalla Comunità di Sant’Egidio con il pranzo di Natale.
I commensali presenti sono stati 83, cioè i detenuti tra i più poveri, secondo lo spirito della Comunità di Sant’Egidio, tra queste un folto gruppo di donne.
Il pranzo è stato preparato dagli alunni dell’Istituto Alberghiero Le Streghe di Benevento. Presenti le Autorità, a cominciare dal Prefetto Rafaela Moscarella quindi monsignor Felice Accrocca, il sindaco di Benevento Clemente Mastella e ovviamente la neo direttrice della casa Circondariale Marianna Adanti. Era presente anche la Coldiretti, la dirigente dell’Ipsar Paola Galante il dirigente regionale Ettore Rossi .
Il menù offerto è stato improntato a prodotti locali con un tortino di broccoli con fonduta di caciocavallo, orecchiette con macinato di marchigiano e crema di rucola, morbido di marchigiana con la sua riduzione senapata, composizione di ortaggi al burro, frutta, la torta, il panettone e i torroncini per concludere il momento conviviale. La Comunità ha voluto ancora una volta stringersi a questi cittadini in un momento delicato della loro vita e che chiede l’aiuto di tutti.
Il Natale dunque per non dimenticare chi vive recluso, per dire che è possibile cambiare e rimettere in gioco la propria vita e stare vicino a chi vive un momento di difficoltà, può accendere sempre una luce di speranza. Mons. Felice Accrocca che ha presenziato l’incontro ha sottolineato: “La sensibilità di un popolo si misura attraverso la sensibilità verso certe realtà come può essere l’Ospedale o il Carcere. La detenzione dovrebbe essere il momento del recupero della persone. Creare e offrire delle opportunità anche per pene alternative”. L‘arcivescovo ha però rimarcato come a livello politico questo discorso pare non interessare nessuno: “E i primi a pagare sono le persone ristrette perchè attraverso un percorso diverso potrebbero avere un esito diverso. Ma questo elettoralmente non importa a nessuno, le forze politiche non pare interessare“
Antonio Mattone, portavoce della Comunità di Sant’Egidio, ha sottolineato le difficile condizioni in cui si vive in carcere anche per il poco personale presente nella struttura carceraria rendendo complicato anche una possibilità di recupero per chi viva all’interno della struttura carceraria.
Il sindaco di Benevento Clemente Mastella ha detto: “Sono fragilità che a volte a nessuno importa. Non bisogna fregarsene ma farli recuperare dignità solidarietà e rispetto. E’ un modo per recuperare questa dimensione che non deve esaurirsi solo con questi muri che ci sono ma bisogna aprire alla speranza”. La neo direttrice Marianna Adanti ha sottolineato: “Mi sono insediata da pochissimo, torno in quest’istituto dopo essere stata vice direttrice qui nel 2012. E’ una gioia infinita essere tornata, anche perchè mia mamma è beneventana”. Varie le criticità da affrontare per la neo direttrice: “Voglio dare continuità al direttore Marcello e al trattamento dei detenuti. Bisogna lavorare sulla carenza dei medici in continuità assistenziale. L’ho già fatto presente ma bisogna avere un’assistenza h 24 come accadeva tempo fa”.



















