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La sistemazione e il futuro di Piazza Duomo sono tornati all’attenzione del Consiglio comunale nell’ultima seduta del 2025. L’aula ha ripreso in esame una vicenda aperta dai bombardamenti alleati del 1943, quando furono distrutti ampie porzioni del tessuto urbano e la stessa Cattedrale cittadina. Da circa ottant’anni si attende la completa rinascita dell’area, più volte delineata in diverse ipotesi progettuali ma mai concretizzate integralmente.

Un tema dunque attuale da decenni, per il quale non si è ancora riusciti a individuare una soluzione complessiva. Il Duomo è stato ricostruito, ma l’area compresa tra corso Garibaldi e piazza Orsini resta priva di una destinazione definitiva; mancano inoltre risposte chiare per il complesso situato di fronte all’ingresso della Cattedrale. Per anni l’intero comparto è stato al centro di aspre polemiche politiche, giudiziarie, urbanistiche e amministrative.

Nel corso della seduta, l’assessore comunale ai Lavori pubblici Mario Pasquariello ha illustrato ai consiglieri il provvedimento avente ad oggetto l’Avviso “Italia City Branding 2020”, finalizzato alla riqualificazione e valorizzazione di piazza Duomo attraverso la riconversione di uno spazio urbano incompiuto in luogo di aggregazione sociale e culturale. Al termine del dibattito, l’indirizzo strategico dell’Amministrazione in carica ha ottenuto il via libera, insieme all’approvazione della relativa variante allo strumento urbanistico.

Da sottolineare come la delibera abbia registrato l’astensione dei gruppi di opposizione e il voto favorevole di Vincenzo Sguera, esponente della minoranza. Assente il sindaco Clemente Mastella, Pasquariello ha ripercorso la complessa cronistoria della vicenda, partendo dal 2000 e chiamando in causa le Amministrazioni succedutesi nel tempo. «Piazza Duomo era considerata l’area nodale più importante della città – ha spiegato –. Nel 2000 fu indetto un concorso di progettazione, aggiudicato a Isola e Gabetti. I lavori durarono circa dieci anni, procedendo però a singhiozzo».

L’assessore ha ricordato anche il contenzioso risolto dalla Giunta Mastella e la successiva partecipazione a un progetto per la realizzazione di uno spazio di aggregazione sociale e culturale, inizialmente pensato come Museo di Arte Moderna. «Due sentenze del Tar nel 2007 hanno però dichiarato non corretto l’iter seguito – ha aggiunto –. Il Consiglio di Stato nel 2020 ha confermato quel giudizio. Oggi andiamo a colmare questo gap».

«Piazza Duomo rientra tra i primi cinque progetti del bando – ha concluso Pasquariello –. Il procedimento urbanistico può dirsi concluso, ponendo fine a una vicenda che dura da 25 anni e confermando l’interesse pubblico dell’intervento». La struttura si svilupperà su tre livelli.

Per la maggioranza, Luigi Scarinzi ha parlato di «una pagina che non faceva onore alla città», mentre dall’opposizione Francesco Farese ha espresso perplessità sulla soluzione adottata, in particolare riguardo l’edificio privato adiacente e alla procedura seguita.

Vincenzo Sguera, dai banchi della minoranza, ha annunciato voto favorevole, respingendo l’idea di un’opposizione ostruzionistica e invitando a superare il termine “mamozio” per definire la struttura. Sulla stessa linea Rosetta De Stasio, che ha annunciato l’astensione, chiedendo chiarimenti sul palazzo confinante.

Per Città Aperta, Luigi Diego Perifano ha riconosciuto la qualità del progetto originario e l’urgenza di «chiudere una ferita», pur esprimendo forti dubbi sul project financing e annunciando voto di astensione «di incoraggiamento».

Nel dibattito è intervenuto anche il vicesindaco Francesco De Pierro, che ha definito la questione “uno snodo cruciale per il centro storico”, ribadendo la necessità di rimuovere gli ostacoli e di valutare tutti gli strumenti disponibili.

La proposta di delibera è stata infine approvata con 20 voti favorevoli e 8 astenuti.