La città di Avellino si sveglia oggi più povera, avvolta in un silenzio colmo di rispetto e commozione per la scomparsa di Nonna Linda, madre del mai dimenticato Dino Gasparro. Con lei se ne va non solo una testimone di dignità, ma una figura che per decenni ha rappresentato un porto sicuro per la memoria storica e affettiva di un’intera comunità.
Linda è stata capace di compiere il miracolo più difficile: trasformare un dolore inaccettabile e lacerante in un dono continuo per la collettività. Nonostante le ferite profonde che la vita le aveva riservato, il suo messaggio non è mai mutato, diventando un testamento spirituale per chiunque l’abbia incontrata: sorridere sempre e continuare a camminare, “ostinatamente avanti”, nonostante tutto.
Il suo legame con il cuore pulsante del tifo avellinese era sacro. Linda non era solo una spettatrice, ma l’anima e il motore di ogni Memorial organizzato dalla Curva Sud in onore di Dino. In quei gradoni, tra i cori e le bandiere ma soprattutto beneficenza, aveva trovato una famiglia allargata che la stringeva in un abbraccio perenne. Come ricordato con profonda commozione da Franco Iannuzzi, circondarsi di giovani e della loro energia vitale era per lei l’unico modo per annullare le distanze del tempo e riabbracciare, idealmente, quel figlio strappatole troppo presto.
Le lunghe giornate passate a organizzare, a costruire ponti tra le generazioni e a donare bellezza alla città restano oggi come un’eredità preziosa. “Ti ringraziamo per gli insegnamenti che ci hai trasmesso, bellissima signora”: con queste parole la città saluta una donna che ha elevato il concetto di ricordo a quello di amore eterno.

















