Un inizio di gennaio fatto di tristi addii. Di persone conosciute che improvvisamente ci lasciano portando via con se anche un carico di ricordi ed esperienze vissute che lasciano l’amaro in bocca perchè irripetibili.
Bastava fare un salto allo stadio per le partite del Benevento o per i campi della provincia per rendersi conto subito della sua presenza. Macchina fotografica e occhio attento per immortalare le gesta dei giocatori, famosi o meno. Questo era Giuseppe Feliciello, ma per tutti era Peppe.
Dal suo strumento sono venuti fuori gli scatti sportivi che ogni giocatore cercava e tutti, il giorno successivo alle partite andavano in edicola per vedere se erano finiti sul giornale o se avevano avuto la fortuna di essere stati beccati.
Vederlo correre dal campo Avellola al Meomartini, o beccarlo in qualche campo di provincia per il big match di giornata era quasi consuetudine.
E’ andato via nel silenzio, non prima di aver affidato tutta la sua arte e tutta la sua conoscenza a Fabio, figlio che prima era finito tra le sue foto quando giocava e poi degno erede con la macchinetta fotografica. A lui toccherà far continuare quel marchio che era risaputo e letto su ogni testata: ‘Foto Feliciello’.
Non solo calcio, Feliciello era anche sinonimo di matrimoni. Bastava fermarsi di fronte al suo negozio, la vetrina era piena di scatti di coppie sorridenti per il ‘sì’.
Come detto, un altro pezzo di storia di questa città per un 2026 che non è cominciato nel migliore dei modi. Lo ha fatto portando con sè pezzi di storia.




















