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Alla vigilia del verdetto del Ministero della Cultura, che domani renderà note le dieci finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028, il Sannio si presenta con due candidature che, pur diverse, evidenziano una stessa direzione di marcia: rafforzare il ruolo della cultura come elemento di sviluppo e di connessione tra comunità: pensarsi come sistema culturale integrato.

Da un lato Benevento e Pietrelcina, unite in una proposta comune; dall’altro l’Unione delle Città Caudine, che mette insieme quattordici comuni in un progetto territoriale condiviso. Oltre a loro, in Campania, sono in corsa anche Bacoli, Mirabella Eclano e Sala Consilina.

La candidatura Benevento-Pietrelcina nasce da un percorso lungo e partecipato, costruito attraverso il coinvolgimento diretto del territorio. Al centro del dossier, intitolato ‘Attraversare l’invisibile’, c’è l’idea di valorizzare ciò che spesso non emerge immediatamente: la storia stratificata, le tradizioni, la dimensione spirituale e il paesaggio che caratterizzano il territorio sannita.

Benevento porta in dote una storia segnata da incontri e passaggi: dai Sanniti ai Romani, dai Longobardi alle contaminazioni culturali più recenti. Pietrelcina completa questo racconto con una dimensione più raccolta e spirituale, legata alla figura di Padre Pio e alla cultura delle aree interne, fatta di relazioni, identità locali e senso di comunità.

In tal senso, il patrimonio non è letto solo attraverso i monumenti, ma anche attraverso il paesaggio e i percorsi che attraversano il territorio: i fiumi, le colline del Sannio, i cammini, la Dormiente, la via Appia come elemento di connessione e di scoperta. L’obiettivo è proporre una narrazione equilibrata, capace di guardare al futuro senza perdere il legame con le proprie radici.

Oltre a Benevento e Pietrelcina si colloca la candidatura dell’Unione delle Città Caudine, che punta sulla collaborazione tra comuni come risposta alle sfide dei territori interni. Una “città diffusa” che mette in rete risorse culturali e paesaggistiche, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa e duratura, basata sulla partecipazione e sulla cooperazione.

Se la proposta Benevento–Pietrelcina insiste maggiormente sull’identità e sulla forza simbolica dei luoghi, quella della Città Caudina lavora soprattutto sull’organizzazione territoriale e sul metodo. Due approcci differenti ma che mostrano una crescente consapevolezza: il futuro dei territori passa dalla capacità di fare rete, di progettare insieme e di considerare la cultura non come elemento accessorio, ma come una risorsa concreta per la crescita delle comunità.