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Benevento-Pietrelcina e l’Unione delle Città Caudine restano fuori dalla shortlist delle dieci finaliste in corsa per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028. Il verdetto del Ministero della Cultura, arrivato pochi minuti fa, chiude così la prima fase di una competizione che vedeva il territorio sannita presente con due candidature diverse, entrambe frutto di un intenso lavoro progettuale e partecipativo.

Tra le città campane candidate, l’unica ad accedere alla shortlist è Mirabella Eclano, mentre restano escluse anche le altre proposte regionali in gara (Bacoli e Sala Consilina).

La scelta di presentare separatamente il progetto Benevento-Pietrelcina e quello dell’Unione delle Città Caudine potrebbe non aver rafforzato la posizione complessiva del territorio, dispersa tra due proposte che, pur diverse, avrebbero potuto forse esprimere maggiore forza se inserite in un quadro unitario.

L’esito non cancella il lavoro messo in campo, in particolare dalla candidatura Benevento-Pietrelcina, costruita attorno al dossier Attraversare l’invisibile, nato da un percorso condiviso con istituzioni, associazioni e operatori culturali. Allo stesso modo, la proposta della Città Caudina aveva puntato su una visione territoriale ampia e cooperativa, mettendo in rete quattordici comuni e numerosi soggetti pubblici e privati.

Resta ora l’eredità di questi percorsi: progetti, relazioni e una maggiore consapevolezza del ruolo che la cultura può avere nello sviluppo del territorio. Un patrimonio immateriale che, al di là del risultato per l’anno 2028, rappresenta una base da cui ripartire per progetti futuri. 

Benevento-Pietrelcina e Città Caudina: il Sannio alla vigilia della scelta