Un sanguinoso conflitto per il controllo della vendita della droga sfociato in un omicidio il Capodanno del 2024, quindi in episodi di violenza e intimidazione, che portarono un gruppo a sostituirsi ad un altro. E’ quanto avvenuto nel rione Iacp di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), dove la Polizia di Stato ha effettuato un maxi-blitz con 120 agenti – poliziotti dei Commissariati della Questura di Caserta e del Reparto Prevenzione Crimine “Campania”, con il supporto del Reparto Volo di Napoli – che hanno smantellato la violenta organizzazione facente capo al 41enne Vincenzo Santone, condotto in carcere con altri 13 complici, tra cui la cui la compagna 23enne Giulia Buompane e i suoi stretti congiunti; tra gli arrestati anche tre giovanissimi che all’epoca dei fatti erano minori, ma che facevano parte a pieno titolo dell’associazione criminale, che movimentava parecchia droga, tra hashish, marijuana, cocaina, crack, chetamina. Momento topico l’omicidio del 26enne Emanuele Nebbia, freddato da Santone con una pistola calibro 7,65 alla testa il primo gennaio 2024, mezz’ora dopo la Mezzanotte, mentre Nebbia stava per scendere nel cortile del rione per festeggiare a base di fuochi di artificio; Nebbia morirà quattro giorni dopo in ospedale. Il cruento delitto fu però solo il più grave di tutta una serie di atti compiuti da Santone dopo essere stato scarcerato nel luglio 2023.
Il 41enne si accorse che alla palazzine, dopo lo smantellamento del gruppo dei Del Gaudio, i cosiddetti Bellagiò da sempre egemoni nel rione anche perché collegati ai Casalesi, dominava “l’anarchia”, con lo spaccio in mano a dei giovani che non volevano rispondere a nessuno. Santone, hanno accertato gli investigatori della Squadra Mobile di Caserta guidati da Massimiliano Russo, con il coordinamento della Dda partenopea, forte dei legami vantati con il clan Belforte di Marcianise dalla famiglia Buompane, da cui proveniva la compagna, impose la “sua legge” ai pusher, che dovevano entrare nel suo gruppo e consegnare alla cassa comune 200 euro mensili per i detenuti; chi non voleva entrare a far parte del gruppo doveva acquistare la droga da lui con un prezzo maggiorato, una sorta di estorsione. Nebbia non volle sottostare a queste imposizioni, e tra luglio e dicembre 2023 il suo gruppo e quello di Santone si fronteggiarono al rione Iacp tra raid incendiari, risse, inseguimenti, stese. Alla fine però Nebbia fu punito con la morte. Il conflitto proseguì fino il 10 maggio 2024, quando un altro sodale di Nebbia, che non voleva acquistare la droga da Santone, fu ferito da un proiettile. A questo punto Santone, eliminato quasi del tutto il gruppo rivale, cercò di estendere il business a tutta la città di Santa Maria Capua Vetere, ricorrendo alla violenza e sostituendo i pusher riottosi con quelli facenti parte del suo gruppo. Tra gli accertamenti effettuati dal Commissariato sammaritano e poi dalla Mobile anche eventuali situazioni di occupazione illecita di palazzine Iacp. Santone si sarebbe anche spostato da un appartamento all’altro, e avrebbe provato a cacciare di casa i parenti di Nebbia. Sul punto le indagini proseguono.




















