E’ un accorpamento che proprio non va giù al mondo della scuola e agli stessi genitori che sono scesi in piazza, precisamente davanti al Palazzo del Governo, per contestare a gran voce la fusione d’ufficio come ha disposto la Regione Campania nei giorni scorsi nell’ambito della annuale programmazione di dimensionamento scolastico, della Scuola Primaria di Sant’Angelo a Sasso con la Scuola Primaria Moscati nella città capoluogo in quanto le due Istituzioni non rispetterebbero i parametri previsti da una legge nazionale circa il numero minimo degli studenti iscritti. Al termine della protesta in piazza è stata richiesto l’intermediazione del Prefetto al fine di fissare un incontro di un tavolo istituzionale per fermare il provvedimento di Via Santa Lucia. Insegnanti, i piccoli allievi e i loro genitori, i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali di categoria che hanno manifestato stamattina hanno voluto evidenziare le troppe gravi criticità oltre agli scenari oscuri che si aprirebbero per il futuro della comunità scolastica cittadina e della Provincia. Una promessa è stata strappata dalla Prefettura dopo la manifestazione: sarà convocata al piu’ presto un tavolo di confronto nel quale discutere le ripercussioni sul territorio cittadino del progetto di accorpamento previsto dal piano di dimensionamento scolastico regionale.
Secondo i manifestanti, la creazione di un mega-istituto da circa 1.600 alunni, distribuiti su più plessi e territori diversi, costituirebbe, tra l’altro, l’anticamera della chiusura di una delle due Scuole, la perdita del posto di lavoro di molte uniti dipendenti tra personale dirigenziale e amministrativo. Insomma, la misura individuata da Via Santa Lucia a Napoli per ridurre complessivamente di alcune unità in tutta la Regione la presenza di Istituti e per tale ragione accorpare “Moscati” e “Sant’Angelo a Sasso” è stata contesta in modo rumoroso e fermo da tante persone scese in piazza. La preoccupazione generale si focalizza innazitutto sul fatto che l’Ufficio Scolastico Regionale Campania stabilire l’ubicazione degli uffici del nuovo possibile mega istituto cittadino. A manifestare davanti al Palazzo del Governo c’erano, tra gli altri, il consigliere regionale Fernando Errico, la consigliera comunale Giovanna Megna, la Segretaria del Circolo Benevento Annamaria Mollica. Va però sottolineato che erano assenti proprio i due dirigenti scolastici dei due istituti interessati dal provvedimento regionale, e cioé la reggente dell’istituto comprensivo Sant’Angelo a Sasso e la dirigente del Moscati.
I bambini in piazza questa mattina erano muniti di fischietti, che si sono divertiti ad utilizzare senza risparmio. Alcuni striscioni hanno espresso il loro dissenso rispetto a quest’idea di accorpamento. Al centro della di protesta anche il sindaco di Benevento Clemente Mastella, che secondo i manifestanti sarebbe stato in qualche modo consenziente rispetto alla decisione regionale. Uno degli striscioni recitava: “Mastella, ascolta: la scuola non si tocca”. La sindacalista Cgil Evelina Viele ha manifestato tutta la sua contrarietà’: “Contestiamo il metodo di scelta e il merito di questo provvedimento. Non siamo stati consultati e non c’è stato nessun tavolo di confronto“. Secondo Viele, il provvedimento è arbitrario in quanto alle motivazioni: “E’ stato individuato il maggior Istituto comprensivo della citta che e dimensionato con un numero considerevole di personale e popolazione scolastica. Non abbiamo compreso il senso di questa situazione. Perché l’accorpamento? C’erano altre ipotesi percorribili e meno impattanti. Non l’abbiamo compresa una simile decisione, ne abbiamo soltanto preso atto. Da anni la Provincia di Benevento decide di non decidere e non prendere posizioni. Il Governo e il Ministero dell’Istruzione si ostinano ad andare avanti verso queste soluzioni e si continua a tagliare in un territorio fragile e ampiamente dimensionata con i provvedimenti precedenti. Soprassedere questa anno e non tagliare.




















