Partiamo dalla fine. Il Napoli è vivo e continua a lottare. Quello che voleva Conte e che era anche nel senso delle parole dette nei confronti di Spalletti era proprio questo: finchè c’è questo scudetto attaccato sul petto, la formazione partenopea è chiamata a dare il massimo e provare a difenderlo fino alla fine.
Uno sforzo di resilienza, una capacità di reazione e una voglia di rendere la vita dell’Inter difficile come non mai. Questo emerge dalla trasferta di Genova, tre punti presi sul gong in una condizione che avrebbe abbattuto un toro: 2 a 2 e un uomo in meno con più di 20′ da giocare, recupero compreso.
Dalla difesa del pareggio al festeggiare i tre punti, un filo sottile che cambia la storia di questa giornata di campionato. La palla passa all’Inter che domani se la vedrà contro il Sassuolo, sapendo che il Napoli ha vinto ed è più vivo che mai.
Gara strana, altalenante, accesa dopo 3′ con l’ammonizione di Meret e il rigore trasformato da Malinovskyi. Pausa riorganizzativa e nuova fiammata ma stavolta cambiano i colori. Al rosso e blù, si sovrappone l’azzurro con l’uno-due micidiale che ribalta De Rossi e la sua squadra.
In un momento di difficoltà tra grandi infortuni, ci sono delle certezze. Una è Hojlund, l’altra è McTominay. Che il ‘dio degli infortuni’ non si accorga mai di questi giocatori che sono letteralmente insostituibili. Due fiammate e Napoli avanti.
E allora è De Rossi che deve correre ai ripari, il Napoli deve gestire e provare a chiuderla. Quello che, però, nessuno aveva messo in conto è che la reazione del Genoa porta alla rete di Colombo e Juan Jesus si becca il primo giallo. Il difensore brasiliano, un fattore in più nelle scorse settimane, si è ricordato di colpo di non essere così irreprensibile. Errori su errori e stavolta ci mette il secondo giallo dopo più di un quarto d’ora dal primo per finire anzitempo sotto la doccia.
Napoli in dieci, un punto in mano e praticamente il messaggio di addio definitivo alla lotta scudetto da ricevere domani. Mancano solo i titoli di coda del film, ma spesso durante questi c’è la proiezione di altri piccoli spezzoni.
E mancava l’ultima sorpresa, quella dagli ultimi metri con la freddezza di Hojlund che si prende il pallone più pesante che c’è per mandarlo alle spalle di Bijlow per la rete più importante che c’è e che mantiene il torneo ancora in vita, ma soprattutto conferma che il Napoli e continua a esserci.




















