A Mercogliano, si è svolto un momento intenso di memoria e riflessione dedicato a Pasquale Campanello, vittima innocente di mafia. Un omaggio sentito, che ha unito istituzioni, scuola e cittadinanza nel segno del ricordo e dell’impegno civile.
Insieme ad Antonietta Oliva, vedova di Pasquale, siamo stati accolti presso l’Istituto Comprensivo di Mercogliano, dove studentesse e studenti hanno dimostrato attenzione, partecipazione e un interesse profondo per una storia che, a distanza di trentatré anni, continua a interrogare le coscienze. Dopo la proiezione del docufilm “Un giorno come tanti”, si è aperto un confronto collettivo che ha ripercorso non solo il tragico giorno di febbraio in cui Pasquale Campanello perse la vita, ma anche l’eredità civile e morale lasciata dal suo impegno e dal suo coraggio.
Un’eredità che parla ancora oggi, soprattutto alle giovani generazioni, chiamate a riconoscere il valore della legalità, della giustizia e della responsabilità individuale e collettiva.
Nel corso dell’incontro è stata accolta con grande soddisfazione la volontà del sindaco di Mercogliano Vittorio D’Alessio di conferire ad Antonietta Oliva la cittadinanza onoraria, un gesto simbolico ma carico di significato. Allo stesso modo, è stato registrato positivamente l’impegno dell’amministrazione a restituire in tempi brevi alla collettività il Centro sociale intitolato a Pasquale Campanello, luogo che dovrà tornare a essere spazio vivo di aggregazione e memoria.
Rimane però una ferita profonda, ancora aperta e non eludibile: l’assenza di verità e di giustizia per una vicenda che, da oltre trent’anni, non ha ancora visto l’accertamento di responsabilità giudiziarie. Un vuoto che pesa non solo sui familiari, ma sull’intera comunità.
Per questo, il ricordo di Pasquale Campanello non può e non deve esaurirsi nella commemorazione.
È un ricordo che interroga, che chiede verità e giustizia, che impone di non permettere al tempo trascorso di diventare un alibi per il silenzio. Sopra ogni cosa resta il dovere della memoria, perché solo mantenendola viva è possibile trasformare il dolore in impegno e il passato in responsabilità per il presente e per il futuro.
























