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Dopo le prime indiscrezioni trapelate sulla presenza di casi di scabbia tra pazienti e personale dell’azienda ospedaliera Ruggi d’Aragona di Salerno, arriva la conferma attraverso una nota ufficiale della direzione Aziendale del Ruggi. L’informativa rende noto che proprio a seguito di riscontri di alcuni casi di scabbia, sono state immediatamente attivate tutte le misure di controllo e sorveglianza sanitaria previste dai protocolli epidemiologici. Così come previsto dalla legge, sono state attivate una serie di procedure interne per il corretto isolamento dei pazienti infetti e contemporaneamente sono state attivate delle operazioni straordinarie di sanificazione profonda di tutti gli ambienti, delle superfici e degli arredi coinvolti. 
Ad oggi si contano 3 casi isolati, distribuiti in 3 reparti differenti. Per quanto riguarda il Reparto di Cardiologia, da dove sarebbe partita l’infezione per la presenza di un paziente affetto da scabbia arrivato da un’altra struttura sanitaria in cui l’infezione non era stata riconosciuta, gli operatori socio sanitar( OSS) che sono risultati positivi sono 5 e sono stati posti in sorveglianza domiciliare con relativa terapia.  
La situazione è monitorata costantemente dalla Direzione Medica e dal Servizio di Sorveglianza Sanitaria e di Prevenzione e Protezione.@ Si conferma che tutte le misure necessarie per contenere il contagio e garantire la sicurezza dei pazienti e del personale, sono state messe in atto con la massima tempestività e rigore” conclude la nota. 

Alcuni casi di scabbia emersi nei reparti dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno hanno sollevato preoccupazioni sulla sicurezza degli operatori sanitari e sulle misure adottate per evitare ulteriori contagi. Sulla vicenda è intervenuto Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc, chiedendo trasparenza e interventi immediati.

«È indispensabile che la direzione dell’ospedale chiarisca cosa è stato fatto e quando», ha dichiarato Polichetti. «Medici, infermieri e operatori hanno il diritto di sapere se sono stati esposti e quali controlli e tutele sono previsti per loro».

Secondo Polichetti, la segnalazione arrivata dal sindacato non può essere ignorata: «Il sindacato Fisi ha chiesto informazioni precise su tempi, controlli, pulizia degli ambienti e tutela dei lavoratori. È una richiesta legittima e doverosa, perché la sicurezza in corsia riguarda tutti».

Il responsabile nazionale dell’Udc ha sottolineato che in ospedale la prevenzione delle infezioni deve essere una priorità assoluta. «Non possiamo permetterci ritardi o sottovalutazioni. Ogni rischio biologico va affrontato con procedure chiare, personale informato e controlli rigorosi».

Infine Polichetti ha chiesto un confronto urgente con la direzione sanitaria e con i responsabili della sicurezza: «Serve un piano di intervento immediato e una comunicazione trasparente verso i lavoratori e i cittadini. La salute pubblica viene prima di tutto».