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La situazione amministrativa a Solofra sta diventando tema caldo per una serie di decisioni che stanno minando la serenità nella gestione del bene comune. Eventi che si sono succeduti quasi a cadenza fissa e che hanno portato, almeno fino a questo momento, ad avere un Comune che manca di alcune figure importanti, la prima è proprio il vice sindaco.
La cronologia dei fatta è abbastanza semplice e documentabile.

Il 16 settembre dello scorso anno scatta le revoca all’incarico di assessore e vicesindaco al consigliere De Maio ma pochi giorni dopo ecco la revoca della revoca e il ritorno in carica con la casella che viene ricoperta nuovamente. Il 17 di dicembre viene deciso di ripartire da zero: i dissapori con una parte della maggioranza ha portato alla revoca di tutti gli assessorati e all’azzeramento della giunta, un modo per provare a recuperare consenso da parte del sindaco Moretti.

Cambia l’anno, si passa a quello attuale, ed ecco la nomina della Giunta col conferimento dell’incarico di Assessore ai consiglieri di maggioranza che non aveva rivestito incarichi in precedenza. Ma c’era un problema, Gabriele Pisano, nominato vice sindaco e con un excursus che lo aveva portato a revocare la sua fiducia al sindaco, si trova ad essere assessore e vice sindaco senza averlo mai saputo e senza aver avuto la possibilità di verificare la fattibilità della cosa. Verifiche che lo hanno condotto al realizzare che non c’erano le condizioni e quindi ecco le dimissioni, storia del 28 gennaio. 

E, ad oggi, Solofra non ha un assessore e un vicesindaco, ma intanto ieri è stato approvato il Bilancio preliminare con una Giunta composta da sole 4 persone.

Una situazione che potrebbe passare sotto silenzio, peccato che non tutti i cittadini sono uguali e ci sono persone che alla fine tengono a cuore le sorti della propria realtà. 

E così, una cittadini in particolare, ha deciso di inviare una pec al Prefetto per denunciare la questione con la speranza che possano essere presi dei provvedimenti.

Premesso che – così inizia la pec della dottoressa Eliana Visonea venti giorni dalle dimissioni del neo vicesindaco, il sindaco Moretti non ha ancora provveduto alla nomina del sostituto. Un tempo che non può più essere liquidato come “fisiologico”, perché nel frattempo la città è di fatto governata da una giunta monca, con evidenti ricadute politiche e amministrative.
È vero: la legge non fissa un termine perentorio entro cui procedere alla sostituzione di un assessore dimissionario. Ma è altrettanto vero che la giurisprudenza e la prassi amministrativa richiamano il principio di continuità dell’azione amministrativa. Protrarre nel tempo una giunta incompleta significa indebolire la collegialità, rallentare le decisioni e comprimere la piena rappresentatività politica dell’esecutivo.
In caso di impedimento o assenza del sindaco la città si troverebbe senza una guida.
Qui non si tratta solo di formalismi. Una giunta senza vicesindaco:
• riduce la capacità di coordinamento politico;
• crea incertezza nella gestione delle deleghe;
• trasmette all’esterno un’immagine di stallo e indecisione.
Considerato che, governare significa decidere, soprattutto nei momenti delicati. E il rispetto delle norme non è solo un fatto giuridico, ma anche — e soprattutto — una questione di responsabilità istituzionale.
Tutto ciò premesso e considerato, mi chiedo come mai ad oggi ancora non è stato nominato il vicesindaco”.