C’è poco da girarci attorno, Floro Flores entra in sala stampa incazzato. Non tanto per il pareggio che, comunque lo amareggia, quanto per alcuni atteggiamenti da parte di appartenenti allo staff del Latina che lo hanno indispettito e snervato.
Fatti che lo hanno turbato al di là di una gara che il Benevento, per mole di gioco e occasioni create, lascia due punti per strada contro un Latina poco costruttivo per non dire ‘distruttivo’.
“Dobbiamo prendercela con noi stessi – questo l’esordio del tecnico in sala stampa – perchè se non abbiamo vinto questa partita è solo per demerito nostro. Non parlo degli attaccanti o del singolo giocatore ma di squadra. Serve la fame di tutti quando si arriva sotto porta, serve cattiveria per indirizzare una sfida. E se segni cinque gol, devi fare in modo di fare il sesto. Oggi lasciamo due punti per strada contro una squadra fallosa, che ha fatto la sua gara e che, per quello che è il proprio obiettivo, ha interpretato la sfida per come doveva. Mi assumo la responsabilità anche delle scelte. E’ stata una settimana complicata, gare in successione con spostamenti che ti minano nel fisico. Ma, ripeto, nulla che possa giustificare la non vittoria. Ho contato una quindicina di palle gol contro un paio del Latina. Ora ci riposiamo un po’ e alla ripresa voglio analizzare alcuni aspetti di questa gara, a partire dal gol subito. Il giocatore del Latina si è girato troppo facilmente e ha segnato. E sui gol mancati, lo posso dire (sorridendo, ndr) li ho insultati i miei attaccanti. Devono imparare a buttare le porte per terra”.
Ma oltre questo ci sono anche due episodi sui quali Floro Flores si è soffermato anche se non ama parlare degli arbitri.
“Il rigore? Per me c’era onestamente. Il contatto è apparso abbastanza chiaro mentre a fine gara volevamo giocarci la carta ma l’arbitro ha fischiato la fine e non c’è stato modo. Ripeto, accettiamo il verdetto del campo che non ci premiamo per quanto fatto”.
Curioso siparietto a inizio conferenza con l’arrivo di Vigorito in sala stampa. Uno scambio di battute, sorrisi tra i due, “così non dite che il presidente non c’è e non è venuto a salutare il tecnico, anzi lo facciamo a favore di telecamere”.
Un siparietto che serve a stemperare un po’ la tensione con la carezza finale: “Riposatevi adesso e ricarichiamo le batterie che veniamo da un periodo duro e c’è stanchezza. Sono orgoglioso di questi ragazzi che alla fine hanno dato tutto”.



















