La città di Napoli ha ricordato Annalisa Durante, vittima innocente della camorra, con la cerimonia conclusiva della settima edizione del Premio nazionale a lei intitolato. Una cerimonia che si è svolta all’indomani del compleanno della ragazza, nata il 19 febbraio 1990. Oggi spazio alle premiazioni dei detenuti, delle persone messe alla prova e delle biblioteche che hanno partecipato al concorso. ‘Oltre le grate’, questo il titolo della giornata nel corso della quale è stato presentato anche il volume ‘Mare dentro. La memoria di Annalisa, dentro e fuori dal carcere’, edito da Marotta & Cafiero e scritto da Giannino Durante, papà di Annalisa, don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania e Pino Perna, presidente dell’associazione di promozione sociale dedicata ad Annalisa. Il libro raccoglie, inoltre, le testimonianze dei detenuti toccati dalla vicenda di Annalisa, nel solco delle buone pratiche di giustizia riparativa.
“La parola continuità credo sia quella più politicamente esatta – ha detto don Tonino Palmeser – in questi sette anni con tante realtà del Terzo settore, con le istituzioni, ma soprattutto con Giannino e l’associazione Annalisa Durante abbiamo avuto la forza di andare avanti”. Alla giornata, tra gli altri, hanno partecipato la presidente della Corte d’appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, il procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro, l’assessore alla Sicurezza del Comune di Napoli, Antonio De Iesu, l’assessore regionale alla Cultura, Onofrio Cutaia, che ha sottolineato il ruolo della cultura nella crescita dei giovani: “La cultura può fare moltissimo, non è un modo dire e questa iniziativa lo dimostra perché è animata da persone vere, reali, soprattutto da Giannino che rappresenta davvero la possibilità della rivolta, di come trovare strade nuove. Questo è un progetto che la Regione sostiene da tempo ed è assolutamente da rafforzare ancora di più. Faremo tutto quello che si deve fare perchè crediamo moltissimo in queste azioni”.
La Presidente della Corte d’Appello di Napoli ha preso parte alla VII Edizione del Premio Nazionale dedicato ad Annalisa Durante, promossa dall’Associazione Annalisa Durante e dalla Fondazione Polis della Regione Campania, in collaborazione con USR Campania, Comune di Napoli, Libera, AIB – Associazione Italiana Biblioteche e con il Garante dei detenuti della Regione Campania.
Annalisa Durante era una ragazza di 14 anni, uccisa nel 2004 nel quartiere Forcella, vittima innocente della camorra. La sua tragica scomparsa ? divenuta simbolo del dramma delle vittime innocenti e della necessit? di un impegno di tutti, in ogni ambito, contro ogni forma di criminalit? organizzata.
La Presidente ha evidenziato come il “Premio Annalisa Durante rappresenti “non soltanto una premiazione, ma un’esperienza collettiva di memoria, coscienza e responsabilità”, definendolo “un presidio culturale e civile in cui la memoria si ? tradotta in impegno concreto e in esercizio di cittadinanza attiva”.
Particolare rilievo è stato attribuito alla significativa partecipazione anche di istituti penitenziari, e di realtà impegnate nei percorsi di recupero e reinserimento sociale. “Un segnale forte di fiducia nella capacità delle persone di rileggere la propria storia, di confrontarsi con i propri errori e di costruire percorsi nuovi”. Testimonia come la cultura e la riflessione possano rappresentare efficaci strumenti di consapevolezza e di responsabilizzazione, in coerenza con i principi sanciti dall’articolo 27 della Costituzione. Il Premio diventa spazio di ascolto, di espressione e di riconoscimento della dignità della persona anche durante l’esecuzione della pena.
La Presidente ha inoltre sottolineato come il percorso rieducativo non possa esaurirsi all’interno dell’istituto penitenziario, ma debba necessariamente tradursi in “un effettivo reinserimento sociale e lavorativo al termine della pena, con concrete opportunità di integrazione, formazione e lavoro”.
Sotto tale prospettiva, “la rete, il dialogo tra istituzioni, scuola, società civile e mondo del lavoro rappresenta condizione essenziale”.
In questo contesto riveste un ruolo fondamentale la giustizia riparativa, potente strumento di pacificazione sociale, in cui è impegnata, con determinazione e competenza, la Fondazione Polis.
La Presidente ha rimarcato come la memoria di Annalisa Durante riesca a parlare ai giovani, veicolo di autentico cambiamento culturale, anche in luoghi complessi. E ha ringraziato il papà di Annalisa, Giannino Durante, per il coraggio e la tenacia e per aver affermato la forza della legalità, del rispetto e della solidarietà.

















