Le note di ‘Bammenella’ del sax di Marco Zurzolo hanno accompagnato l’ultimo applauso per Angela Luce, cantante e attrice napoletana che si è spenta ieri a 87 anni, indimenticabile interprete del classico di Viviani. Nella affollata chiesa di San Ferdinando, detta degli Artisti, la messa solenne presieduta dal vescovo ausiliario Gaetano Castello è stata aperta da un lungo messaggio inviato dal cardinale Mimmo Battaglia “La canzone napoletana è preghiera, non sempre lo sa ma lo è.
Napoli ti piange cantando ma le vite belle si trasformano in memorie di luce”.
La mattinata di cordoglio per la popolare artista si è aperta con la camera ardente al Maschio Angioino: nella sala dei Baroni risuona la voce di Angela Luce nelle celebri interpretazioni dei classici napoletani, da ‘Era de maggio’ a ‘Palomma ‘e notte’.
A porgere le condoglianze ai quattro nipoti e alla storica assistente e autrice Giovanna Castellano, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
“Angela Luce rappresenta nella maniera più giusta possibile Napoli, che è insieme grande capitale aristocratica e città di popolo. Queste perdite devono essere momenti di riflessioni sul passato ma anche di visione del futuro, Napoli è anche la grande forza di rigenerazione e continua capacità creativa. Ma dobbiamo avere memoria, una scuola che consenta di mantenere viva la tradizione: su questo forse dobbiamo fare qualche cosa i più”.
L’assessore comunale al Turismo Teresa Armato sottolinea: “E’ stata una donna autonoma e indipendente, in anni in cui era tutt’altro che facile fare questa scelta e lei l’ha fatta con determinazione e intelligenza”. Per la Regione Campania presente l’assessore alla Cultura Ninni Cutaia. Ci sono Peppe Barra (“Mancherà, non vedo ricambi quando perdiamo questi monumenti. Ma continuo a sperare nel giovani”), Lina Sastri, Benedetto Casiillo, Giacomo Rizzo, Ciro Capano, Massimo Andrei, Valentina Stella, Thayla Orefice e tanti cittadini di tutte le generazioni, tra loro anche la performer transgender romana Regina Tana che ha distribuito colorate immaginette della artista scomparsa.
Il ricordo della carriera di Angela Luce e delle tante testimonianze di stima raccolte, a cominciare dal suo maestro Eduardo De Filippo, è affidato a Giovanna Castellano che ne ha condiviso la quotidianità per venti anni.
“E’ stata amata in maniera trasversale. Non c’era confine tra la donna e l’artista, sincerità e puntiglio. Talento naturale, era orgogliosa di non aver mai studiato né canto né recitazione né ballo”.
Poi la versione sax ‘all’americana’, che tanto amava, del classico di Viviani. ‘Grande artista e grande donna’ il ricordo comune tra la gente. Il suo ultimo messaggio: un post sui social per il Sannazaro distrutto dall’incendio, con l’augurio di una veloce rinascita.
Napoli ti piange cantando ma le vite belle si trasformano in memorie di luce”.
La mattinata di cordoglio per la popolare artista si è aperta con la camera ardente al Maschio Angioino: nella sala dei Baroni risuona la voce di Angela Luce nelle celebri interpretazioni dei classici napoletani, da ‘Era de maggio’ a ‘Palomma ‘e notte’.
A porgere le condoglianze ai quattro nipoti e alla storica assistente e autrice Giovanna Castellano, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
“Angela Luce rappresenta nella maniera più giusta possibile Napoli, che è insieme grande capitale aristocratica e città di popolo. Queste perdite devono essere momenti di riflessioni sul passato ma anche di visione del futuro, Napoli è anche la grande forza di rigenerazione e continua capacità creativa. Ma dobbiamo avere memoria, una scuola che consenta di mantenere viva la tradizione: su questo forse dobbiamo fare qualche cosa i più”.
L’assessore comunale al Turismo Teresa Armato sottolinea: “E’ stata una donna autonoma e indipendente, in anni in cui era tutt’altro che facile fare questa scelta e lei l’ha fatta con determinazione e intelligenza”. Per la Regione Campania presente l’assessore alla Cultura Ninni Cutaia. Ci sono Peppe Barra (“Mancherà, non vedo ricambi quando perdiamo questi monumenti. Ma continuo a sperare nel giovani”), Lina Sastri, Benedetto Casiillo, Giacomo Rizzo, Ciro Capano, Massimo Andrei, Valentina Stella, Thayla Orefice e tanti cittadini di tutte le generazioni, tra loro anche la performer transgender romana Regina Tana che ha distribuito colorate immaginette della artista scomparsa.
Il ricordo della carriera di Angela Luce e delle tante testimonianze di stima raccolte, a cominciare dal suo maestro Eduardo De Filippo, è affidato a Giovanna Castellano che ne ha condiviso la quotidianità per venti anni.
“E’ stata amata in maniera trasversale. Non c’era confine tra la donna e l’artista, sincerità e puntiglio. Talento naturale, era orgogliosa di non aver mai studiato né canto né recitazione né ballo”.
Poi la versione sax ‘all’americana’, che tanto amava, del classico di Viviani. ‘Grande artista e grande donna’ il ricordo comune tra la gente. Il suo ultimo messaggio: un post sui social per il Sannazaro distrutto dall’incendio, con l’augurio di una veloce rinascita.



















