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Partenza in salita, reazione d’orgoglio e rimpianti nel finale: l’Avellino vive una gara dai due volti, prima soffrendo l’intensità avversaria e poi trovando energie e carattere per rimettersi in carreggiata. Il gol subito a freddo complica i piani, ma la squadra non si disunisce e cresce alla distanza, spinta dalla personalità dei suoi uomini chiave. Restano alcune scelte discutibili e un’occasione clamorosa non sfruttata, ma la risposta nella ripresa lascia intravedere segnali incoraggianti.

 
LE PAGELLE.

Daffara 6,5. Nel primo tempo è chiamato subito a un intervento delicato su Rover, risposta pronta che evita un passivo ancora più pesante nei minuti iniziali. Sul tap-in di Portanova non può davvero opporsi: la respinta corta nasce da una situazione complicata e la difesa non lo assiste. Per il resto della gara mantiene concentrazione e postura sempre corrette, gioca semplice con i piedi e non si fa prendere dall’ansia nei momenti di pressione. Trasmette sicurezza, qualità non banale in una gara nata in salita.

Enrici 7,5. Oltre al gol — un sinistro potente e preciso che sorprende Micai — offre una prestazione di grande personalità. È il difensore che si prende responsabilità in impostazione, che alza la squadra quando serve e che non ha timore di tentare la giocata decisiva. Secondo centro stagionale dopo quello al Frosinone: numeri da attaccante aggiunto. In un momento in cui i riferimenti offensivi faticano, è lui a caricarsi il peso specifico della squadra.

Simic 6,5. Avvio complicato contro la fisicità di Novakovich, soffre nei primi duelli e appare un filo in ritardo nelle chiusure preventive. Col passare dei minuti però prende le misure, accorcia con più decisione e migliora nella gestione delle palle alte. Prestazione in crescendo, che dimostra carattere e capacità di adattamento.

Reale 5. Il debutto è segnato dall’episodio che indirizza la gara: si fa sorprendere in velocità da Rover in occasione del vantaggio. Un errore che pesa e che incide anche sulla fiducia nei minuti successivi. Nella ripresa cresce in attenzione, limita le iniziative avversarie e prova a spingere con più convinzione, ma la macchia iniziale resta determinante nel giudizio complessivo. (dall’86’ Cancellotti s.v.)

Missori 5. Serata complessa sulla sua corsia: la vivacità di Bozzolan lo costringe spesso a rincorrere. In fase offensiva non riesce a garantire la consueta spinta e appare meno brillante del solito anche nelle scelte. Non una delle sue migliori prestazioni, soprattutto per impatto e incisività.

Palumbo 6,5. Non è perfetto tecnicamente — qualche pallone perso contro la mobilità di Girma — ma compensa con dinamismo e spirito di sacrificio. Corre tanto, si abbassa per dare linee di passaggio e prova a cucire il gioco nei momenti di difficoltà. Non brilla, ma è prezioso nell’economia della partita. (dall’82’ Besaggio s.v.)

Palmiero 6,5. Il capitano interpreta la gara con maturità. Gestisce i tempi, alterna gioco corto e verticalizzazioni, e si sacrifica in copertura quando la squadra perde equilibrio. Non sempre riesce ad accelerare il ritmo, ma la sua presenza in mezzo al campo è un punto fermo, soprattutto nella fase di reazione dopo l’avvio shock.

Sounas 6,5. Parte contratto, forse frenato dalla pressione e dall’intensità iniziale degli avversari. Poi cresce, aumenta i giri del motore e si fa vedere con inserimenti intelligenti. Il giallo gli costerà la sfida contro la Juve Stabia, ma la sua seconda parte di gara è di sostanza e carattere.

Sala 6,5. Alterna qualche imprecisione tecnica a buone iniziative sulla sinistra. Offre ampiezza, crea superiorità numerica e mette in mezzo palloni interessanti. Non sempre lucido nell’ultimo passaggio, ma la sua spinta costante rappresenta una delle poche soluzioni offensive lineari della squadra. (dall’82’ Milani s.v.)

Biasci 5. Si muove molto, ma spesso lontano dall’area di rigore. Finisce per galleggiare tra le linee senza incidere realmente. La squadra fatica a servirlo in profondità, ma anche lui non riesce a trovare il guizzo per cambiare inerzia. Poco per un attaccante chiamato a fare la differenza.
(dal 68’ Patierno 6,5: entra con energia, protegge palloni pesanti e dà più presenza fisica nel forcing finale.)

Sgarbi 4,5. Schierato in un ruolo teoricamente più congeniale, non riesce mai ad accendersi. Movimenti prevedibili, poca incisività, scarsa partecipazione alla manovra. La sostituzione all’intervallo è la fotografia di un primo tempo opaco. (dal 46’ Tutino 5,5: entra con spirito diverso e maggiore vivacità, ma l’errore nel finale pesa come un macigno sull’economia del risultato.)

All. Ballardini 6,5. Con poco tempo per incidere davvero, riesce almeno a cambiare atteggiamento nella ripresa. Alcune scelte iniziali non convincono, soprattutto per equilibrio e intensità, ma la squadra mostra orgoglio e capacità di reazione dopo un avvio traumatico. C’è ancora lavoro da fare, ma si intravede un’idea più ordinata rispetto al recente passato.