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Un rapporto di lavoro terminato ormai da sei anni, una cooperativa sociale – “L’Incontro” con sede a Sant’Angelo dei Lombardi – messa in liquidazione con tanto di nomina di Commissario incaricato subito dopo, ma intanto un nutrito gruppo di lavoratrici addette alla pulizia, impiegate dalla cooperativa in appalto con l’Ema, ancora non riescono a percepire quanto spetta loro di TFR.

Una vicenda che da anni tiene con il fiato sospeso decine di lavoratrici. La cooperativa, attiva nel settore dei servizi di pulizia per aziende pubbliche e private, nel 2020 ha avviato il processo di liquidazione, con la nomina di un Commissario liquidatore. Circostanza che aveva fatto sperare in una rapida definizione delle pendenze economiche e amministrative. Tuttavia, a distanza di sei anni, il procedimento non risulta ancora concluso. Le lavoratrici attendono il pagamento delle somme spettanti per il trattamento di fine rapporto (TFR), un diritto sancito dalla legge e maturato nel corso degli anni di servizio.

Il Commissario non avrebbe mai completato l’iter di liquidazione. A fronte delle criticità emerse, sarebbe stata avanzata anche una richiesta di nomina di un nuovo Commissario presso i Ministeri competenti, ma tale sostituzione non si sarebbe mai concretizzata. Nel frattempo, il tempo continua a scorrere e le ex dipendenti restano in attesa di risposte certe.

La vicenda è approdata anche in sede parlamentare. Un’interrogazione ai Ministeri competenti è stata presentata con primo firmatario l’onorevole Mari, sollecitando chiarimenti sullo stato della liquidazione e sulle ragioni dei ritardi accumulati. Alla prima interrogazione, il Governo aveva risposto assicurando attenzione al caso e promettendo una rapida risoluzione della questione, lasciando intendere che sarebbero stati adottati gli atti necessari per sbloccare la procedura.

Tuttavia, alle parole non sono seguiti provvedimenti concreti. Proprio per questo si è reso necessario un nuovo sollecito in Parlamento, con una seconda interrogazione volta a ottenere finalmente l’emissione di un atto formale – in particolare la sostituzione del liquidatore – ritenuto passaggio indispensabile per riavviare e portare a compimento la liquidazione della cooperativa.

Nonostante l’attenzione istituzionale e gli impegni assunti, la situazione non ha ancora trovato una soluzione definitiva. Quella della cooperativa “L’Incontro” appare come una storia emblematica di burocrazia lenta e complessa, in cui a pagare il prezzo più alto sono le lavoratrici, molte delle quali attendono da anni somme fondamentali per la propria stabilità economica. Il trattamento di fine rapporto rappresenta infatti una tutela essenziale, soprattutto per chi ha dedicato anni al proprio impiego confidando in garanzie minime di sicurezza.

Oggi, a sei anni dall’avvio della liquidazione, resta aperta una domanda cruciale: quando verrà finalmente concluso il procedimento e riconosciuto quanto dovuto alle lavoratrici? In assenza di risposte chiare e di atti concreti, la vicenda continua a rappresentare un caso irrisolto che interroga le istituzioni e richiama l’urgenza di maggiore efficienza, responsabilità e trasparenza nei processi di liquidazione delle cooperative sociali.