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La presentazione ad Avellino del libro Storia di una famiglia imperfetta è diventata molto più di un appuntamento letterario. È stata l’occasione per riflettere sul senso della famiglia oggi, ma anche per fare il punto sugli interventi concreti a sostegno dell’autismo in Campania. Protagonista dell’incontro è stato Luca Trapanese, autore del volume, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e papà adottivo di Alba, che ha condiviso con il pubblico il cuore del suo libro e l’impegno istituzionale sul tema della disabilità.

«Il mio libro racconta di una famiglia – ha spiegato – e non a caso l’ho intitolato Storia di una famiglia imperfetta. Non perché la mia famiglia sia imperfetta, ma perché la perfezione nelle famiglie semplicemente non esist. Per Trapanese esistono invece «legami, storie, amore, tradimenti, difficoltà». Ogni famiglia è diversa dall’altra e non esiste un unico modello di riferimento.

Un messaggio forte, che invita a superare l’idea di “famiglia tradizionale” come unico paradigma valido. «Riconoscere i diversi modelli familiari significa dare dignità e ascolto, ma anche evitare quella discriminazione che spesso si vive nella società e nelle istituzioni», ha sottolineato. La tutela delle famiglie, secondo il vicepresidente, passa proprio dal riconoscimento: «Io faccio sempre la stessa domanda: raccontatemi della vostra famiglia. Ognuno ne descrive una diversa. Qual è quella giusta? Siamo tutti famiglie imperfette».

Accanto al racconto personale e culturale, Trapanese ha posto l’accento sull’impegno concreto della Regione sul fronte dell’autismo. Proprio ad Avellino, dove l’associazione Pianeta Autismo accoglie ogni giorno tanti ragazzi, la Regione ha mostrato un’attenzione significativa al centro per il costruendo centro di Valle, dopo venti anni forse finalmente ai nastri di partenza. «Questa volta ci sono fondi enormi per l’autismo: parliamo di sessanta milioni di euro, con dieci milioni in più all’anno», ha dichiarato.

Il vicepresidente ha inoltre ricordato l’ulteriore stanziamento di due milioni di euro destinati specificamente al tema dell’autismo, segno di un’attenzione che, ha detto, riguarda più in generale «la disabilità in tutte le sue forme». Non solo risorse economiche, ma anche un cambio di prospettiva: «Stiamo percorrendo una strada importante, dove al riconoscimento della necessità di finanziare la disabilità si affianca una visione molto più vicina alla persona con disabilità, non alla disabilità soltanto».

Nel suo intervento è emerso anche un tema sociale più ampio: la solitudine. «Oggi parliamo addirittura di solitudine come condizione diffusa. In Italia dobbiamo saper riconoscere questo cambiamento, per essere pronti a rispondere alle necessità delle singole famiglie», ha affermato.

La presentazione del libro ad Avellino si è così trasformata in un momento di confronto tra esperienza personale e responsabilità pubblica. Da un lato il racconto di un padre, dall’altro l’impegno di un rappresentante istituzionale che rivendica un investimento strutturale sull’autismo e sul centro di Valle come passo concreto per rendere la città e la regione più inclusive.

Al fianco di Luca Trapanese, Sara Spiniello, rappresentante del gruppo territoriale di Avellino del Movimento 5 Stelle, Simona Romano e Antonella Valente, pedagogiste, Aniello De Piano, avvocato esperto in diritti civili.
Il confronto si è aperto con un minuto di silenzio per la concomitanza dei funerali del piccolo Domenico.

 Un’occasione per ascoltare una testimonianza di amore e di impegno civico e per riflettere sui valori di inclusione e di verità che il libro di Trapanese ci invita a condividere