Tempo di lettura: 3 minuti

Semestre filtro a medicina, (quasi) buona la prima. Non è un consenso unanime quello che ha avuto la nuova modalità per accedere alla facoltà che permette di indossare l’agognato camice bianco entrata in vigore in questo anno accademico. In migliaia di giovani hanno sperimentato sulla propria pelle le nuove regole, come Antonio, studente sannita che è riuscito ad entrare in graduatoria dopo aver superato i tre esami propedeutici all’accesso. Nelle sue parole la soddisfazione di chi va visti premiati i sacrifici, ma allo stesso tempo qualche critica per un sistema che mette gli studenti davanti ad un periodo molto difficile e stressante. “A mio avviso – dice Antonio – è stato moralmente più giusto proporre questo nuovo sistema di accesso perché ti vengono richieste conoscenze che poi utilizzerai durante il corso di studio. Inoltre, attraverso il semestre filtro, c’è la possibilità di entrare subito in contatto con il mondo universitario e capire o meno se si è adatti ad intraprendere quel tipo di percorso”.

La graduatoria in base alla quale sono state assegnate le sedi agli studenti ha ricompreso chi ha superato gli esami di chimica, biologia e fisica che hanno richiesto un impegno considerevole. “Credo – ha aggiunto lo studente sannita – che il tempo concesso per prepararsi a questi tre esami è troppo poco. Aspetto che ha spinto molti a rimpiangere il vecchio test di accesso con le crocette. Quest’anno è stata la prima volta con questo nuovo metodo di selezione e qualcosa di carattere organizzativo può essere sicuramente migliorato. È chiaro, però, che se scegli di fare il medico metti in conto un periodo di studio molto intenso, ma lo stress è stato notevole perché in pochi mesi ti giochi il tuo futuro. Gli studenti iscritti al semestre filtro sono stati circa 55mila per 22 mila posti disponibili. Le modalità di svolgimento dei tre esami sono state identiche in tutta Italia (quiz con le crocette, ndr) in modo da mettere tutti nelle stesse condizioni”.

Mentre tanti giovani del sud colgono questa occasione per studiare negli atenei più richiesti del centro e del nord, Antonio ha scelto di rimanere qui perché in futuro vuole mettere le sue conoscenze al servizio del territorio. “Avere all’Unisannio – spiega il futuro dottore – per la prima volta la facoltà di Medicina e Chirurgia (in collaborazione con la Federico II, ndr) è una cosa estremamente positiva e ritengo doveroso ringraziare tutte le istituzioni che si sono adoperate per raggiungere un traguardo così importante. Io voglio diventare medico e svolgere la professione a Benevento”.