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Nuovi guai giudiziari per Giovanni Limata, il 27enne di Cervinara condannato in via definitiva a sedici anni di carcere per l’omicidio di Aldo Gioia. Il giovane è ora indagato per stalking e ricettazione in un’indagine della Procura di Avellino dopo alcuni messaggi intimidatori che sarebbero stati inviati dal carcere alla vedova della vittima.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nel febbraio del 2025 Limata, detenuto nel penitenziario di Bellizzi Irpino, sarebbe riuscito a entrare in possesso di uno smartphone. Utilizzando il nickname “CiroRicci666”, riferimento alla serie televisiva Mare Fuori, avrebbe contattato sui social la vedova di Aldo Gioia inviandole una richiesta di amicizia su Instagram e TikTok. Poco dopo avrebbe provato a contattare anche l’altra figlia della donna.

La vedova, temendo possibili conseguenze, avrebbe accettato la richiesta. Da quel momento sarebbero iniziati diversi messaggi nei quali Limata parlava del rapporto avuto con Elena, anche lei detenuta per l’omicidio del padre, e accusava la famiglia Gioia di aver influenzato le testimonianze durante il processo.

La donna ha deciso di rivolgersi ai carabinieri presentando una denuncia. Da lì è partita un’indagine che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di diciotto persone con l’ipotesi di ricettazione. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Cecilia De Angelis, è stata ora chiusa: gli indagati hanno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati.

Nel corso della detenzione Limata sarebbe stato trovato più volte con un telefono cellulare. Proprio per questo motivo è stato trasferito prima nel carcere di Santa Maria Capua Vetere e successivamente in quello di Salerno. In passato avrebbe manifestato anche momenti di forte agitazione durante la permanenza nel carcere di Avellino, arrivando a procurarsi ferite ai polsi e rendendo necessario il ricovero all’ospedale Moscati.