“Dobbiamo difendere la Costituzione. A rischio l’imparzialita della magistratura”. Il Movimento 5 Stelle e i Giovani dem hanno organizzato un incontro al viale Principe di Napoli al bar Doppio Giro sul referendum confermativo sulla riforma costituzionale della Giustizia. Affrontate tutte le perplessità che questo referendum propone: dal doppio Csm al sorteggio, all’alta corte di disciplina. Tutti i punti cardine affrontati nel pomeriggio di oggi.
Paola Genito referente Pd Campania ha sottolineato che la questione è politica e non solo tecnica: “E’ inevitabile lo scontro politico. La questione è politica, è stata una scelta del Parlamento e del governo”. Poi ha aggiunto: “Il Doppio Csm va ad indebolire l’organo di autogoverno. Viene sdoppiata la struttura con la magistratura requirente e la magistratura giudicante ma il Csm ha anche un importante funzione disciplinare con l’intento di indebolire la Magistratura”. Sul sorteggio, la referente Pd ha spiegato: “Non esiste in nessun sistema e poi espone al caso delle scelte che dovrebbero essere ponderate. E’ inaccettabile pensare che ad esempio un Consiglio Comunale possa essere eletto tramite sorteggio”.
E’ intervenuta Sabrina Ricciardi, coordinatrice provinciale del Movimento 5 Stelle di Benevento, che ha dichiarato: “Non bisogna sgretolarla questa riforma. E’ di grande responsabilità fare una cosa del genere“. E’ intervenuto Davide Mazzone dei Giovani Democratici che ha spiegato: “Occorre un’autocoscienza collettiva. E’ una riforma che svilisce il Parlamento che sta vivendo una sofferenza incredibile. Ha perso tutte le sue funzioni a colpi di maggioranza”.
Per Mazzone è necessario invogliare i cittadini ad andare a votare e far emergere tutte le storture che questa riforma pone. Ha preso la parola Giovanni Romano, avvocato internazionalista che ha focalizzato l’attenzione sul doppio Csm: “Andremo incontro ad uno spacchettamento. Non sono assolutamente inutili per i cittadini, verranno sperperati soldi inutili. Si dovrebbero modernizzare o assumere personale negli uffici giudiziari altrimenti buttarli nello spacchettamento del Csm”. Romano si è detto fiducioso per la vittoria del No:” Ne avrà vantaggi la democrazia e la stessa giustizia”. Sul sorteggio, Romano è stato lapidario: “E’ ridicolo. Vorranno sorteggiare tutti i membri togati senza mettere nessun paletto. Anche un giovane magistrato potrebbe essere sorteggiato”. Sull’alta corte di disciplina Romano si e’ detto molto perplesso: “Violerà palesemente uno Stato di diritto”.
Autorevoli gli interventi, per corroborare il concetto, di Giuseppe Cefalù e Antonio Maria De Nicola. Secondo Cefalù “quando in Italia si parla di giustizia spesso succede una cosa: sembra subito un tema lontano dalle persone. Un tema pieno di tecnicismi, di parole difficili, di cose che sembrano riguardare solo magistrati, avvocati, giudici o politici. In altre parole: la giustizia è uno dei pilastri della nostra democrazia. E noi cittadini, ogni giorno, scegliamo di affidarci a quella giustizia che i nostri padri costituenti hanno scritto nella Costituzione”.
Stessa convinzione per De Nicola: “siamo di fronte a una riforma che incide con durezza sulla Costituzione senza sfiorare minimamente le emergenze che affliggono il quotidiano dei cittadini. Come Giovani Democratici, denunciamo un’operazione che, dietro la promessa di una giustizia più vicina alla politica, nasconde il rischio di derive autoritarie e lo smantellamento della cultura della giurisdizione. Noi crediamo in un sistema dove l’accusa sia ancora parte della cultura del dubbio e non un mero esercizio di potere. Il nostro impegno sarà totale nello spiegare ai cittadini che la Carta Costituzionale non si manomette con colpi di mano parlamentari, ma si tutela con il rigore e il rispetto dei suoi principi fondamentali. Il nostro è un NO tecnico, politico e generazionale”.




















