“Da questa comunità mi sono sentito amato oltre i miei meriti e io ho amato molto questa città”. Un lunghissimo applauso ha accompagnato questo saluto dell’Arcivescovo metropolita mons. Felice Accrocca alla città di Benevento, nel momento in cui lascia la Curia beneventana per proseguire il suo ministero pastorale nella città di Assisi. Mentre la Chiesa sannita aspetta di conoscere il nome ed il volto del suo nuovo Pastore, mons. Accrocca ha voluto accomiatarsi dall’Arcidiocesi in Cattedrale con una Santa Messa. Per questo solenne commiato c’erano tantissimi fedeli, moltissime Associazioni e Autorità civili e militari. Presenti: il Prefetto Rafaela Moscarella, il Questore Giorgio Nunzio Trabunella, il Comandante della Compagnia di Benevento Giuseppe Friscuolo, il Comandante dei Vigili del Fuoco Salvatore Angelo Capolongo, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza il colonnello Michelantonio Sportelli, il Comandante dei Vigili Urbani Giuseppe Vecchio, il sindaco di Benevento Clemente Mastella, il consigliere regionale Fernando Errico, il Presidente della Provincia Nino Lombardi. La comunità ecclesiale ha voluto tributare a mons. Accrocca il riconoscimento per una presenza pastorale tanto importante.
Nel suo saluto mons. Accrocca non ha dimenticato il difficilissimo, delicato e complicato momento storico che vive il mondo con i tanti conflitti che angosciano ed ha lanciato una preghiera per la pace. L’Arcivescovo ha detto: “La pace vera si può trovare dove sta Dio. Quando non tenta di condizionare i progetti di Dio e ci si adegua e obbedisce”. Mons. Accrocca ha voluto poi esortare la comunità ecclesiale: “Il Signore mi ha inviato in un’altra comunità e voi non perdete mai la fede. Alla Chiesa beneventana dico di guardare avanti e cercate di coltivare l’idea di comunità perché tutti insieme si va tutti più lontani. Un invito che estendo anche alla società e tutti dobbiamo essere una cosa sola affinché il Mondo creda a un futuro migliore”. Poi ha aggiunto: “Occorre camminare insieme. Essere a servizio dell’altro. Mi avete voluto bene e vi ho voluto bene anche io Strade non si dividono. Le nostre strade si dividono ma la nostra testimonianza di comunione ci porterà a rimanere uniti”. Presenti numerosi primi cittadini della provincia di Benevento. La comunità ecclesiale ha voluto tributare a mons. Accrocca il riconoscimento per una presenza pastorale tanto importante. Mons. Accrocca nella sua conclusione ha lanciato un appello al suo successore, ancora oggi senza nome: “Vogliate bene a chi verrà dopo di me. Fategli sentire il calore affinché anche lui possa amare questa terra, come avete fatto con me”. Il sindaco di Benevento Mastella ha voluto salutare in maniera affettuosa l’Arcivescovo: “La salutiamo con affetto. Va ad Assisi luogo di pace, nella città di San Francesco, il primo italiano, il nostro padre spirituale, figura fondativa della nostra identità, precursore dell’Umanesimo. L’accompagni la comune preghiera per la pace nella speranza che le tossine della violenza possano essere curate in fretta, l’odio tramutato in amore per l’altro. Pace è la parola più invocata, più richiamata nella grammatica di Papa Leone.
La pace non è una semplice tregua, un momento di riposo tra una contesa e l’altra. E’ un dono, un dono che ha confidenza con la fede, ma non è lontana da un’etica laica che apre ad un imprescindibile cammino comune”, è l’incipit con cui il sindaco Clemente Mastella ha cominciato l’allocuzione per la cerimonia in Cattedrale di saluto dell’Arcidiocesi di Benevento a monsignor Felice Accrocca. Il Sindaco ha parlato di “un caos mondiale che spacca le certezze e sovverte le abitudini, noi dobbiamo recuperare la speranza. E’ la speranza che ci rende capaci di guardare oltre e ci convince che il possibile sia sempre una porta aperta verso l’impossibile.
La speranza, la speranza cristiana è come un bambino che impara a camminare. E’ incerto, traballante, ma ha dentro di sé una memoria biologica che lo spinge a provare. Non sa come andrà a finire ma agisce come se lo fosse e come se lo sapesse”. Poi ha ringraziato Mons Accrocca “per la sua attività pastorale e per la complementarità dei gesti che in questi anni hanno accompagnato le nostre funzioni nei vari momenti liturgici della città.
Io da laico cattolico, Lei da Vescovo con una comune idea di una Chiesa samaritana in uscita che va verso gli altri e da parte mia nel riconoscimento della risonanza della religione nella vita democratica che favorisce la cultura del dialogo, dell’ascolto e della riflessione, aiutando i cittadini a coltivare una sensibilità democratica.
In questa età dell’incertezza e in un tempo in cui l’Occidente sembra essersi smarrito, tocca storicamente alla Chiesa locale e a quella universale guidarci verso un Continente morale dove realizzare un nuovo patto tra gli uomini di buona volontà.
E’ un’altra forma di Chiesa che non vive per se stessa ma né separata dal mondo, ma scopre la vocazione pratica, realista e politica al Vangelo.
Lei, – e Le diciamo grazie anche per questo – si è mosso lungo questo crinale. Ci ha aiutato a far conoscere la geografia del malcontento e del disagio, mettendo in luce con i suoi confratelli Vescovi la frattura territoriale del nostro Paese.
Abbiamo, nel nostro ambito, anche noi e lo facciamo da anni tra silenzi assordanti e vocazioni disfattiste, affermato l’urgenza e strategia che restituiscano dignità ai luoghi dove la lotteria della Provvidenza ci ha fatto nascere. Le disuguaglianze non producono solo stagnazioni economiche ma erodono lo spirito civico e mettono in discussione la stessa architettura della democrazia”. Il Sindaco di Benevento ha infine salutato l’Arcivescovo con una citazione di un’ autrice groenlandese ha scritto: “non conta quanti anni si vive, ma quanta vita c’è in quegli anni. Non piangere perché è finito, sorridi perché c’è stato.”




















