ieri ha avuto luogo una visita ispettiva ai luoghi di lavoro della Casa Circondariale
Avellino-Bellizzi Irpino da parte della UILFP Polizia Penitenziaria con il segretario generale Gennarino De Fazio, il segretario nazionale Domenico De Benedictis, il segretarioterritoriale Franco Volino e il responsabile GAU per la CC di Avellino Raffaele Troise.
• Sovraffollamento:
A seguito della visita è stato rilevato che ci sono gravi difficoltà nell’istituto del capoluogo Irpino che
derivano soprattutto da un significativo sovraffollamento.
Attualmente vi è il 139 per cento delle presenze detentive rispetto ai posti disponibili, quindi un 39
per cento in più già sopra la media nazionale.
• Carenza di personale:
Vi è una critica discrepanza tra il personale in servizio e le necessità operative dell’Istituto. Nello
specifico, la forza lavoro risulta inferiore del 25% rispetto alla pianta organica prevista,
determinando un carico di lavoro insostenibile per gli operatori e una gestione dei detenuti non
conforme agli standard di efficienza prefissati.
• Situazione strutturale:
Pesa una situazione strutturale critica. Nonostante alcuni parziali miglioramenti rispetto al passato,
l’edificio risente pesantemente degli anni ed a cui una manutenzione costante, sia ordinaria che
straordinaria.
• Relazioni con la direzione:
In questo contesto già precario, si sono inserite pesanti difficoltà relazionali con la direzione. Il
tentativo attuale è quello di riaprire un canale di dialogo costruttivo, ma la risoluzione delle criticità
richiede un passo avanti di entrambe le parti.
• Alta sicurezza:
Ampiamente rilevanti sono le criticità che si registrano nella nuova sezione femminile di Alta
Sicurezza, avviata paradossalmente in assenza degli organici indispensabili per una gestione
funzionale. Se il servizio prosegue, è solo grazie all’enorme sacrificio collettivo degli agenti in prima
linea ed ai quadri organizzativi, un impegno straordinario che viene riconosciuto.
I numeri, citati parlano chiaro. A fronte di un fabbisogno stimato nel 2019 di 425 agenti, oggi ne
risultano assegnati solo 320. Una voragine di oltre 100 unità che rende la gestione quotidiana un
esercizio di costante emergenza.
Non si può ignorare che l’alto tasso di malattie sia la diretta conseguenza di un carico di lavoro
logorante. Le malattie sono regolarmente certificate e giustificate. Su questo punto, la nostra visione
resta diametralmente opposta a qualunque lettura che minimizzi il dato.Infine, ma non di meno importanza, non possiamo non parlare dei disagi sul fronte sanitario. Il
tutto si riversa inevitabilmente sulla Polizia Penitenziaria, ultimo anello della catena e bersaglio di tensioni generate da inefficienze altrui. Il disagio esiste e va affrontato con celerità, perché qui si parla di diritti fondamentali spesso no



















