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Qualche giorno fa, quando il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, riferendosi a confusi progetti ammantati di civismo che provavano a riproporre nella città di Salerno, un’ipotesi di Campo Largo aveva usato un’espressione forte definendoli in realtà una marmellata con frattaglie, la sua era sembrata una definizione esagerata. Oggi ad onor del vero, bisogna dargli atto che  ha fotografato in parole la dissoluzione di qualsiasi tentativo di fare fronte comune davanti alla candidatura a sindaco di Vincenzo De Luca. A parlare di distruzione di una coalizione che era stata costruita con fatica e generosità, oggi è stata anche l’ex candidata a Sindaco Elisabetta Barone, che ha espresso il suo rammarico sul fatto che la  sua disponibilità non è stata raccolta, ”anzi sul mio nome alcuni hanno posto un veto”.

La  Barone, invitata a partecipare ai due appuntamenti elettorali per la presentazione della candidatura di Armando Zambrano da una parte e di Franco Massimo Lanocita dall’altra che si sono divisi le briciole del campo largo dopo che PD e partito socialista hanno deciso di stare con Vincenzo De Luca, critica il metodo per pervenire a tali candidature e non esclude la sua discesa in campo. 

In tanti mi stanno chiedendo di non mollare: la scelta non è semplice ma se al centro c’è il bene di Salerno non è da escludere l’ipotesi che la strada maestra sia il coraggio di osare. “Ripresentare Semplice Salerno con la sua candidata  sindaca per testimoniare, al di là di ogni ragionevole calcolo elettorale, la possibilità di uno spazio aperto al coinvolgimento della società civile, libera dalle logiche e dagli interessi personali e di partito. Ciascuno di noi infatti può essere principio di cambiamento se osa superare le logiche di appartenenza offrendosi come spazio di ascolto, di dialogo e di partecipazione democratica libera dalle logiche personali e di partito” questa l’ipotesi della Barone.