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Sette giorni. Poi non ci saranno più calcoli, apparentamenti o trattative dell’ultima ora. I dieci comuni campani chiamati al ballottaggio (in programma domenica 7 giugno dalle ore 7 alle 23, e lunedì 8 giugno dalle ore 7 alle 15) entrano nella fase decisiva della campagna elettorale, quella in cui i voti del primo turno contano, ma non bastano. Tra accordi politici, liste civiche e trasferimenti di consenso, le percentuali conquistate due settimane fa rischiano di valere molto meno di quelle che oggi ciascun candidato è in grado di aggregare.

Alcune partite sembrano indirizzate. Altre sono completamente aperte. In quasi tutti i casi saranno determinanti i voti dei candidati esclusi.

A Cava de’ Tirreni il favorito resta Raffaele Giordano, che ha chiuso il primo turno al 44,72%. Alle sue spalle Luigi Petrone si è fermato al 22,63%, ma la vera incognita è rappresentata dal bacino elettorale di Giancarlo Accarino, sostenuto anche dal Partito Democratico e fermo al 20,78%. Qui il confronto assume anche una dimensione politica più netta: Giordano è sostenuto dal centrodestra, mentre una parte significativa del centrosinistra, rimasto fuori con Accarino, guarda inevitabilmente agli equilibri del secondo turno.

A Campagna la situazione è molto più intricata. Adele Amoruso è arrivata prima con il 40,02%, seguita da Livio Moscato al 30,81%. Fuori dal ballottaggio Pierfrancesco D’Ambrosio con il 29,17%. Nessuna coalizione tradizionale domina la scena, con un quadro quasi interamente civico. Proprio per questo i quasi tremila voti raccolti da D’Ambrosio rappresentano oggi il vero tesoro da conquistare.

Ad Angri il primo turno ha premiato Alfonso Scoppa con il 40,38%, davanti a Pasquale Mauri fermo al 31,30%. In questo caso il centrodestra è rimasto spaccato: Fratelli d’Italia era schierata con Maddalena Pepe, esclusa dal secondo turno con il 21,58%. I suoi voti potrebbero diventare decisivi in una corsa che resta tutt’altro che chiusa.

A Sorrento Corrado Fattorusso ha accarezzato la vittoria immediata. Si è fermato al 49,10%, a meno di un punto dal traguardo. Ferdinando Pinto riparte dal 43,50% e proverà a ribaltare il pronostico facendo leva sul consenso raccolto da Raffaele Attardi. Anche qui dominano le liste civiche, ma il margine ridottissimo rende la sfida una delle più imprevedibili.

A Somma Vesuviana va in scena uno scontro politico più riconoscibile. Silvia Svanera, sostenuta da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Avanti e AVS è arrivata al 47,01%. Dall’altra parte Antonio Granato guida una coalizione dove trovano spazio Forza Italia e Fratelli d’Italia, fermandosi al 41,24%. È probabilmente uno dei pochi ballottaggi che assume chiaramente i contorni di una sfida tra centrosinistra e centrodestra.

A Pompei il primo turno ha prodotto quasi un pareggio. Giuseppe Tortora ha ottenuto il 44,79%, Salvatore Alfano il 43,67%. Appena 166 voti di differenza. Alfano può contare sul sostegno del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, mentre Tortora si muove prevalentemente nell’area civica. Un ballottaggio che si annuncia combattutissimo fino all’ultimo voto.

Ad Ottaviano Ferdinando Federico parte dal 46,01% ma non può permettersi di sentirsi al sicuro. Biagio Simonetti si è fermato al 21,93%, Stefano Prisco al 20,07% e Giorgio Marigliano all’11,99%. Qui il Partito Democratico sosteneva Prisco, mentre il resto dello scenario è dominato da liste civiche. Gli accordi tra i candidati esclusi potrebbero completamente ridisegnare gli equilibri.

A Frattamaggiore il ballottaggio è quasi una resa dei conti familiare e politica. Da una parte Luigi Del Prete, detto Gino Casabella, al 43,15%, sostenuto anche da Movimento 5 Stelle e sinistra. Dall’altra Pasquale Del Prete, al 41,45%, alla guida di una vasta coalizione civica. Centrodestra e centrosinistra tradizionali sono rimasti ai margini, incapaci di entrare realmente nella competizione per la vittoria.

Tra tutte le sfide, però, quella di Casalnuovo di Napoli è probabilmente quella che ha subito il maggiore scossone politico dopo il primo turno. Nicoletta Romano è arrivata davanti con il 47,19%, sfiorando l’elezione immediata. Giovanni Nappi si è fermato al 29,70%. Sembrava una rincorsa quasi impossibile. Poi è arrivato l’accordo ufficiale con Katia Iorio e con le liste che l’hanno sostenuta, forti del 23,11% raccolto alle urne. Una convergenza che mette insieme pezzi significativi del centrosinistra e del civismo locale e che riapre completamente i giochi. Sulla carta i numeri rendono il ballottaggio molto più incerto di quanto apparisse la notte dello scrutinio.

A San Nicola la Strada, sfida tutta al femminile, Maria Natale guida con il 46,86% sostenuta da una coalizione in cui figurano Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e altre liste civiche. Eligia Santucci, ferma al 33,22%, rappresenta invece l’area del centrodestra con Forza Italia in prima linea. Anche qui la sfida assume contorni politici piuttosto definiti, con il centrosinistra che parte in vantaggio ma senza aver ancora chiuso la partita.

I numeri del primo turno fotografano il punto di partenza. Ma i ballottaggi raramente seguono la matematica. E in diversi comuni campani la vera campagna elettorale, quella decisiva, è cominciata soltanto adesso.