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Tagli di gettoni ai consiglieri di Municipalità, scattano le prime diffide. A Soccavo Pianura, a muoversi è Giovanna Lo Giudice (Pd). La consigliera ha inviato una pec alla direttrice della Municipalità 9, con la quale si diffida formalmente “dal proseguire in condotte” che, secondo Lo Giudice, sarebbero “prive di base normativa, arbitrarie e in aperta violazione dei principi sanciti dalla Legge 241/1990 e dal Tuel (Testo unico enti locali, ndr)”.

Dallo ‘statino’ inviato mensilmente dal Comune di Napoli, Lo Giudice ha appreso della decurtazione del 50% dei gettoni di presenza alle sedute di Commissione. Una scure dovuta alla linea decisa dall’amministrazione comunale, nell’ambito del contenimento dei costi della politica. Un tema infuocato, oggetto anche di un’indagine della Procura regionale della Corte dei conti, basata sull’accertamento di presunte irregolarità nell’erogazione dei gettoni.

A detta di tanti consiglieri municipali, la ‘cura dimagrante’ si concentrerebbe in modo prevalente sui parlamentini. In moltissimi si sentono messi ingiustamente nel mirino, da capri espiatori della situazione. La rivolta in atto nelle municipalità, tra l’altro, è sfociata 5 giorni fa nella simbolica occupazione del consiglio comunale. Vari consiglieri municipali, infatti, hanno fatto irruzione in aula durante una riunione consiliare. Leggendo la diffida di Lo Giudice, il taglio all’emolumento sarebbe avvenuto senza “un atto amministrativo formale”, non sarebbe stato “preceduto da comunicazione di avvio del procedimento”, non conterrebbe “alcuna motivazione, neppure parziale“. E inoltre, non sarebbe stato “notificato secondo le forme prescritte“, e sarebbe stato “adottato in totale assenza di un regolamento che disciplini criteri, parametri e modalità per eventuali decurtazioni”. Insomma, dalla polemica politica siamo ormai alle carte bollate.