In una chiesa gremita oggi a Maddaloni, nel Casertano, è stato dato l’ultimo saluto a Sofia Di Vico, la 15enne cestista, morta la scorsa settimana, ad Ostia, molto probabilmente per uno shock anafilattico. Nei primi banchi della chiesa dell’Annunziata il papà e la mamma, i nonni, di Sofia, provati dal dolore.
Ad affollare le navate dell’Annunziata tantissimi ragazzi, compresi i suoi compagni di squadra e quelli del liceo Cortese. Sono arrivati di buon mattino per dare l’ultimo saluto a Sofia da tutti ricordata come una studentessa solare e gentile che amava il basket sopra ogni cosa, mettendo sempre in campo i valori autentici dello sport, stando sempre un passo indietro “ma sempre disponibile per tutti”. Alcuni di loro hanno indossato una t-shirt bianca con la scritta “Ciao boss” ed il numero ’30’.
Nei giorni dei funerali della ragazza la città di Maddaloni ha proclamato il lutto cittadino e per questo motivo in chiesa era presente anche il Gonfalone del Comune, che è stato rappresentato dal presidente del Consiglio comunale, Angelo Campolattaro.
Ad affollare le navate dell’Annunziata tantissimi ragazzi, compresi i suoi compagni di squadra e quelli del liceo Cortese. Sono arrivati di buon mattino per dare l’ultimo saluto a Sofia da tutti ricordata come una studentessa solare e gentile che amava il basket sopra ogni cosa, mettendo sempre in campo i valori autentici dello sport, stando sempre un passo indietro “ma sempre disponibile per tutti”. Alcuni di loro hanno indossato una t-shirt bianca con la scritta “Ciao boss” ed il numero ’30’.
Nei giorni dei funerali della ragazza la città di Maddaloni ha proclamato il lutto cittadino e per questo motivo in chiesa era presente anche il Gonfalone del Comune, che è stato rappresentato dal presidente del Consiglio comunale, Angelo Campolattaro.
Quando il feretro di Sofia, la cestista di 15 anni morta la scorsa settimana a Ostia per un probabile shock anafilattico, alcune ragazze e compagne di squadra hanno iniziato a palleggiare sul sagrato della chiesa dell’Annunziata, a Maddaloni. E’ stato il modo per salutare per l’ultima volta una loro amica che amava profondamente il basket. Poi un lunghissimo applauso mentre la bara bianca si dirigeva verso il cimitero cittadino.
“Ora non ci resta che piangere la tua scomparsa – ha detto dall’altare un’amica – tu che eri una ragazza speciale che sul campo di basket mettevi impegni e lealtà, aiutaci a comprendere che dietro questo strazio c’è un progetto di Dio più grande con dentro scritto il tuo nome”. “Eri una ragazza riservata disponibile per tutti”, ha proseguito con la voce rotta dall’emozione.
Il rito funebre, presieduto dal vescovo di Caserta Pietro Lagnese nella chiesa dell’Annunziata, è stato concelebrato da diversi sacerdoti della zona.
“Ora non ci resta che piangere la tua scomparsa – ha detto dall’altare un’amica – tu che eri una ragazza speciale che sul campo di basket mettevi impegni e lealtà, aiutaci a comprendere che dietro questo strazio c’è un progetto di Dio più grande con dentro scritto il tuo nome”. “Eri una ragazza riservata disponibile per tutti”, ha proseguito con la voce rotta dall’emozione.
Il rito funebre, presieduto dal vescovo di Caserta Pietro Lagnese nella chiesa dell’Annunziata, è stato concelebrato da diversi sacerdoti della zona.



















