Mercogliano è una città ferita quella che si risveglia oggi. Dopo il ritrovamento senza vita di Gianfranco De Simone, 49 anni, fornaio conosciuto e stimato nella frazione Torelli, il tempo sembra essersi fermato. Le strade sono le stesse, ma l’atmosfera è cambiata: più lenta, più pesante, segnata da un silenzio che racconta molto più delle parole.
Il corpo dell’uomo è stato rinvenuto nella mattinata di ieri in un locale nella zona di via Rivarano, un’area periferica tra Mercogliano e Monteforte Irpino. Lì si erano concentrate le ricerche dopo la sua scomparsa, avvenuta martedì mattina. Le verifiche degli inquirenti proseguono, ma tra le ipotesi prese in considerazione resta quella del gesto volontario. Nessuno riesce a spiegarsi quanto accaduto. Gianfranco era una presenza quotidiana, uno di quei volti che fanno parte della vita di paese: sempre in movimento, tra lavoro e consegne, sempre pronto a scambiare due parole.
Oggi, davanti ai forni spenti e ai luoghi che frequentava, si raccolgono ricordi e incredulità. “Sembrava uno come tanti, sempre disponibile”, raccontano in tanti. Ed è proprio questa normalità a rendere tutto ancora più difficile da accettare. Martedì mattina aveva iniziato la giornata come sempre, tra lavoro e consegne. Poi qualcosa si è interrotto. Dopo una sosta in un punto abituale di ritrovo, avrebbe chiesto un passaggio per raggiungere una zona poco distante dal luogo del ritrovamento. Da quel momento, nessun contatto. Nessun telefono con sé. Solo il vuoto.
Le ricerche, partite immediatamente dopo la denuncia dei familiari, hanno coinvolto forze dell’ordine e volontari, impegnati senza sosta anche nelle aree più impervie. Un lavoro intenso, accompagnato da una mobilitazione spontanea della cittadinanza, che ha seguito ogni aggiornamento con apprensione.
A testimoniare il clima di questi giorni è anche il messaggio diffuso sui social dalla Misericordia del Partenio, tra i protagonisti delle ricerche: “Oggi il nostro cuore è più pesante. Speravamo tutti in un finale diverso, in un ritorno a casa, in un abbraccio che potesse cancellare ogni paura. Purtroppo, la realtà ci ha colpiti come un pugno allo stomaco. Gianfranco non era solo un nome, ma un volto familiare, un sorriso sincero che tanti di noi hanno incrociato almeno una volta. Questi giorni ci hanno mostrato qualcosa di grande: Mercogliano è una comunità vera, unita. Tante persone si sono mobilitate spontaneamente, con rispetto e con il cuore.
Grazie ai Carabinieri e ai Vigili Urbani per il lavoro svolto senza sosta. Oggi resta il dolore e il ricordo di un ragazzo che sapeva lasciare il segno con la sua semplicità. Che Dio ti accolga tra le sue braccia, Gianfranco. Non ti dimenticheremo”. Parole che racchiudono il sentimento collettivo di un territorio che, pur nella tragedia, ha dimostrato unità e solidarietà.
Mercogliano si ferma, nel rispetto e nel dolore. Una comunità intera prova a reagire, aggrappandosi ai ricordi e alla vicinanza umana. Gianfranco lascia la moglie e tre figli, ma anche un segno profondo in chi lo ha conosciuto, anche solo per un saluto o una consegna. E mentre il tempo prova lentamente a scorrere di nuovo, resta forte una sensazione: quella di una perdita che difficilmente potrà essere dimenticata.
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