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Il consiglio provinciale chiamato a decidere sul futuro di Irpiniambiente si è concluso con un nulla di fatto: mancava il numero legale per avviare i lavori. Solo cinque consiglieri presenti su sedici — compreso il presidente Rizieri Buonopane— hanno reso impossibile l’apertura della seduta. Nove assenze hanno bloccato l’esame dei tre atti fondamentali per avviare la cessione delle quote societarie ai Comuni.

In aula si sono presentati, oltre al presidente, Pino Graziano, Rossella Favorito, Carmela Gonnella e Katia Renzulli. Assenti invece i rappresentanti del Partito Democratico — Luigi D’Angelis, Marcantonio Spera e Umberto Iovino — quelli di Forza Italia — Mauro Piccolo, Domenico Landi e Marino Sarno — e altri due consiglieri, Fausto Picone ed Enrico Montanaro. Tra il pubblico, in silenzio, i lavoratori di Irpiniambiente insieme al segretario della Uil Trasporti, Michele Caso.

I punti all’ordine del giorno riguardavano passaggi decisivi del percorso tecnico-amministrativo avviato dalla Provincia: la riduzione del capitale sociale per perdite, la ridefinizione del valore delle quote e la separazione delle attività e dei servizi. Tre provvedimenti collegati tra loro e indispensabili per consentire all’Ato di procedere con la cessione ai Comuni. Senza l’approvazione, l’iter resta fermo.

A seduta ormai saltata, il gruppo di Forza Italia ha diffuso una nota in cui ha precisato che l’assenza non aveva finalità ostruzionistiche, ma voleva essere «un segnale di rispetto per i sindaci irpini». Gli esponenti azzurri hanno comunque ribadito il proprio sostegno ai provvedimenti, definiti di natura tecnica, assicurando voto favorevole. Una posizione arrivata però troppo tardi per evitare il rinvio.

Il presidente Buonopane ha commentato con toni misurati: «Ne prendo atto. In questi anni i deliberati sono stati approvati all’unanimità. Mi auguro che qualcuno riveda la propria posizione, così da poter procedere già alla prossima seduta». Poi ha aggiunto: «È una vicenda importante, che muove interessi rilevanti, ma non sono state fatte valutazioni di questo tipo. Forse qualcuno è già in campagna elettorale».

Il consiglio è stato riconvocato per venerdì alle ore 12 con lo stesso ordine del giorno. In seconda convocazione basterà la presenza di un terzo dei consiglieri. Prima dell’appuntamento è previsto un confronto informale tra i sindaci dell’Ato, che potrebbe chiarire le posizioni in vista della decisione finale sulla società.