“Perché in Inter-Roma, Gervasoni supervisore di giornata non ‘bussa’ ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto (…) errore grave, che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli?! Ma questo è solo un accenno. Da inizio stagione ne potrei raccontare tantissime, fra arbitri, assistenti e var e di casi simili o addirittura anche casi peggiori”. Lo scriveva, nel maggio dello scorso anno, l’ex assistente arbitrale Domenico Rocca in una lettera indirizzata alla Commissione arbitri nazionale dell’Aia, annunciando che avrebbe denunciato una serie di casi alle “autorità federali, per la violazione dei principi di lealtà, correttezza e trasparenza nelle designazioni e nelle valutazioni, nonché alle competenti autorità ordinarie per valutare eventuali profili civilmente e penalmente rilevanti”.
Esposto poi archiviato dalla giustizia sportiva, ma alla base dell’inchiesta della Procura di Milano che vede tra gli indagati per concorso in frode sportiva il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, che ieri si è autosospeso, e il supervisore Var Andrea Gervasoni. Allo stato a Rocchi, stando all’invito a comparire per l’interrogatorio del 30 aprile, viene contestato, oltre al caso di un presunto condizionamento sulla sala Var in Udinese-Parma del primo marzo 2025, di aver favorito l’Inter con una designazione arbitrale in una trasferta a Bologna del 20 aprile 2025 e di essersi mosso affinché il “poco gradito” ai nerazzurri Daniele Doveri, secondo il pm Maurizio Ascione, non li arbitrasse nella fase finale del campionato.
Nelle quattro pagine di missiva di Rocca, però, vengono citati diversi episodi di presunte irregolarità, a suo dire, su più partite, tra cui anche quell’Inter-Roma del 27 aprile 2025 con trattenuta su Bisseck in area ma rigore non dato ai nerazzurri. Un episodio, in questo caso, che, stando alla lettura di Rocca, sarebbe andato a favore del Napoli che poi vinse il campionato con un punto in più sull’Inter.
Nella lettera Rocca, oltre a parlare di “mobbing” ai suoi danni e a citare casi in cui sarebbe stato punito e declassato nel suo lavoro di guardalinee con voti e valutazioni, fa riferimento anche a “Udinese-Parma dove viene concesso un calcio di rigore giusto, solo perché a Lissone come supervisore Rocchi si alza rapidamente dalla postazione per ‘bussare’ (si sente anche nell’audio delle registrazioni) più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione che a sua volta chiameranno l’arbitro per un ofr (on field review, ndr) e far assegnare giustamente come detto un rigore”. Poi, a un Milan-Atalanta, in cui “l’assistente commette il gravissimo errore di segnalare un fuorigioco di oltre 1 metro, ad un giocatore del Milan che partiva da una posizione nettamente regolare”.
Sui criteri di valutazione fa riferimento a casi di “arbitri che minacciano di morte giocatori, che vengono a contatto fisico con gli stessi, arbitri che insultano propri colleghi” e “rimangono in organico esclusivamente perché piacciono al designatore: per loro la graduatoria non vale o meglio viene corrotta da valutazioni alterate in modo da consentirgli di rimanere nelle prime posizioni. Per gli altri, coloro che in qualche modo danno fastidio perché legati al carro sbagliato, perché amici di coloro che in passato hanno presentato denunce (vedi De Meo Pasquale), perché indesiderabili, la graduatoria viene sistemata in modo da diventare elemento inoppugnabile e apparentemente insuperabile”.
E ancora: “Un vecchio motto diceva ‘ci sarà un giudice a Berlino!’. Ecco, io mi auguro di trovarne uno in Italia che, svincolato da logiche politiche, abbia la volontà di fare giustizia su questioni che negli ultimi anni hanno distrutto l’associazione”. Rocca attacca la commissione arbitri “che tratta le persone come fossero animali da macello, ma soprattutto, altera i regolamenti per ottenere i propri obiettivi e preservare i suoi uomini”. Intanto, dall’inchiesta è emerso che Gervasoni è indagato per Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025 per un rigore prima dato agli emiliani e poi revocato su intervento della sala Var. E per quanto riguarda il caso Inter-Verona del gennaio 2024, l’avvocato Simone Ciro Giordano, legale dell’assistente Var Rodolfo Di Vuolo, spiega che un fascicolo fu aperto a Milano “due anni fa” su denuncia di un tifoso del Verona e che Di Vuolo venne sentito, ma “poi non abbiamo saputo più nulla e credo vada verso l’archiviazione, perché non c’è nulla di fondato”.




















