“È una giornata fortunata per l’intero distretto: arriva un magistrato di grande competenza, non devo aggiungere altro perché le sue qualità sono note a tutti. Raffaele Cantone raccoglie l’eredità di un altro magistrato di grande esperienza, Giuseppe Borrelli e la presenza, oggi, di tanti colleghi – da Lembo ad Apicella, fino a Leonida Primicerio – testimonia il valore di questo passaggio”. Con queste parole il procuratore nazionale antimafia Melillo ha salutato l’insediamento a Salerno, a guida della Procura, di Raffaele Cantone.
Melillo ha descritto una Procura aperta ai cittadini, ma ha accennatoalle difficoltà che Cantone dovrà affrontare: non certo quelle legate alle disfunzioni edilizie, ( il procuratore ha fatto riferimento alla bellezza del Pslazzo di Giustizia di Salerno) ma quelle di una terra complessa e difficile. Esplicito il riferimento a Paul, l’indiano morto in ospedale a Salerno, dove era giunto in condizioni gravi. “È la spia di uno sfruttamento del lavoro che continua a colpire i più fragili, di diseguaglianze profonde, di difficoltà di integrazione per chi arriva nel nostro Paese con speranze e aspettative – ha detto Melillo -. La Procura dovrà dedicare grande attenzione al contrasto dello sfruttamento lavorativo, perché in questo processo le organizzazioni criminali svolgono un ruolo essenziale. E Raffaele Cantone è la persona giusta per affrontare un fenomeno mafioso radicato nel distretto salernitano, un fenomeno capace di mimetizzarsi nel tessuto economico e sociale, alimentato anche da imprese che ne traggono vantaggio. Oggi la camorra è una costellazione di imprese che possiedono un know-how che altre non hanno.
Nel Salernitano il fenomeno assume una dimensione nuova, che richiede grande capacità di utilizzare gli strumenti integrati che la nostra legislazione ha introdotto nel tempo per contrastare forme criminali sempre più complesse. Cantone potrà avvalersi di un ufficio che ha un grande pregio: la coesione”.




















