Un terremoto politico a Torre Annunziata, dove si dimette il sindaco Corrado Cuccurullo, eletto nel 2024 con una coalizione di centrosinistra. Una scelta dettata da quanto accaduto oggi, alla cerimonia di avvio lavori di demolizione di Palazzo Fienga, storica roccaforte del clan Gionta. Per molti doveva essere una giornata storica per l’abbattimento di uno dei simboli del potere di camorra nel Napoletano. Invece lo diventerà anche per le conseguenze delle parole pronunciate da Nunzio Fragliasso, procuratore capo della Repubblica di Torre Annunziata. L’abbattimento di Palazzo Fienga, “è un importante azzeramento rispetto al passato, ma – avverte il magistrato – occorre fare ancora tanto perché Torre Annunziata si affranchi completamente dal giogo della criminalità organizzata”. Fragliasso non usa giri di parole: “Con il commissariamento del Comune mi sarei aspettato uno scatto in avanti della città e dell’amministrazione comunale. Sto ancora aspettando questo segnale“.
Secondo il procuratore, “ci sono ancora troppe ombre e poche luci, troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe illegalità, anche in seno all’amministrazione comunale”. Insomma, per Fragliasso “servono meno programmi, meno dichiarazioni di principio, meno cerimonie e più azioni concrete che siano coerenti con le dichiarazioni programmatiche”. Solo così “si potrà cogliere la cifra dell’effettivo cambiamento” aggiunge. Frasi pesanti come macigni. E la reazione non tarda, nel modo più clamoroso. Le parole di Fragliasso sono “gravi e profondamente ingiuste” per Cuccurullo, il quale annuncia le sue dimissioni. A detta del primo cittadino, “le dichiarazioni che colpiscono in modo generalizzato una comunità intera non aiutano la legalità né rafforzano le istituzioni“, ma “finiscono per restituire un’immagine indistinta e distorta e per mortificare una città che sta invece cercando, con fatica e serietà, di cambiare”.
In una nota, Cuccurullo si mostra scosso. “Se esistono ombre, opacità o continuità con il passato – aggiunge il sindaco dimissionario – queste non possono essere attribuite indistintamente a un’intera Amministrazione o a una città, ma devono essere ricondotte a responsabilità individuali, che vanno accertate nelle sedi competenti. Proprio per difendere fino in fondo questa dignità, istituzionale e personale, ritengo di non poter proseguire il mio mandato in un contesto segnato da parole che rischiano di compromettere il rapporto tra Istituzioni e di indebolire la fiducia dei cittadini”. Cuccurullo, economista e docente universitario, sottolinea: “Non è accettabile la delegittimazione dell’Amministrazione agli occhi dei cittadini e non accetto che il ruolo che rappresento venga messo in discussione in questo modo, né che la città venga esposta a una narrazione che ne mortifica l’identità e gli sforzi”. Inoltre, “in questo modo, si finisce con l’alimentare il senso di sfiducia e si creano i presupposti per i quali a far politica rimangono solo i mestieranti”. Ed è per queste ragioni che, “con senso di responsabilità, nella piena consapevolezza – afferma -, rassegno le mie dimissioni da Sindaco di Torre Annunziata. Ritorno al mio mondo, alla mia professione e alla mia libertà”. Ma le polemiche sembrano solo all’inizio.



















