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Alle Asl si raccomanda l’attivazione urgente di verifiche integrate sanitarie, ambientali, veterinarie e di filiera ai fini della valutazione del rischio ambiente–salute, a seguito di superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (Csc) per tetracloroetilene (Pce) e tricloroetilene (Tce) nelle acque sotterranee. I territori interessati sono quelli delle province di Caserta, Napoli, Avellino e Salerno. A trasmettere la nota è la giunta regionale della Campania, attraverso la Direzione Generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario – Settore Prevenzione collettiva e sanità pubblica e veterinaria. Per l’avvio di tali procedure, gli uffici di Santa Lucia allertano anche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale e l’Arpac. A lanciare l’allarme, lo scorso 20 febbraio, è stata una comunicazione dell’Università Federico II”. Nell’ambito del monitoraggio previsto dal Piano di azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti, “è stato evidenziato – si legge nel documento – che i risultati delle attività ambientali e sanitarie impongono la necessità di intraprendere azioni immediate di sanità pubblica nelle aree interessate”. A quel punto, la Direzione Generale per la Tutela della Salute ha richiesto all’Izsm la trasmissione della documentazione sulle attività svolte nel Piano di azione.

“A seguito dell’analisi del fascicolo trasmesso – afferma la Regione -, è emersa la presenza, in diversi ambiti del territorio regionale, di superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (Csc) per Pce e Tce nelle acque sotterranee, con potenziali ricadute su usi domestici, agricoli, zootecnici e, in alcuni casi, sulla filiera idropotabile”. Quanto a quest’ultimo aspetto, si evidenzia che la contaminazione delle acque sotterranee “assume rilevanza sotto il profilo sanitario, ambientale e della sicurezza delle filiere produttive, potendo determinare esposizioni dirette e indirette della popolazione, degli animali e degli ecosistemi”. In particolare, “la contaminazione può determinare esposizioni dirette per usi domestici non controllati, esposizioni indirette attraverso la catena alimentare, nonché possibili effetti sugli ecosistemi, anche con fenomeni di bioaccumulo”. Ulteriore criticità “è rappresentata dalla presenza di pozzi privati non censiti o non autorizzati”. Questa la situazione rilevata, provincia per provincia.

PROVINCIA DI CASERTA

Il quadro più rilevante – sottolinea la Direzione Tutela della Salute – riguarda la provincia di Caserta, in particolare l’area della piana del Volturno e, soprattutto, il comune di Villa Literno. Nei dataset 2023–2024 i superamenti risultano a partire dal 22 settembre 2023 e proseguono nei giorni 25, 26 e 27 settembre 2023, per poi riemergere il 7 novembre 2023 e il 1° marzo 2024. Nel solo comune di Villa Literno risultano numerosi campioni oltre soglia, con valori di PCE particolarmente elevati, tra cui 22,60 µg/L (microgrammo per litro, ndr) il 22/09/2023, 14,60 µg/L il 26/09/2023 e 24,00 µg/L il 07/11/2023. Nel dataset 2025 relativo a Villa Literno, i superamenti proseguono e si distribuiscono tra il 29 maggio, il 5 giugno e il 12 giugno 2025. Il dato assume particolare rilevanza poiché interessa non solo pozzi privati, ma anche siti pubblici espressamente individuati, quali ufficio anagrafe, stadio comunale, cimitero, scuola “Don Lorenzo Milani” e comando carabinieri”. Sempre nella provincia di Caserta risultano ulteriori superamenti nei comuni di Aversa, Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno e Succivo, “configurando una pluralità di criticità diffuse, con concentrazione particolarmente allarmante nel territorio di Villa Literno”.

PROVINCIA DI NAPOLI

Nella provincia di Napoli i superamenti risultano nei comuni di Acerra, Giugliano in Campania, Boscoreale e Striano. “Ad Acerra – spiega la Regione – i dati evidenziano superamenti già il 13 settembre 2023, con valori di Tce pari a 18,00 e 18,70 µg/L, confermati dai ricampionamenti del 20 ottobre 2023 anche per il Pce. A Boscoreale si registra un superamento il 22 febbraio 2024, mentre a Striano un superamento rilevante emerge il 1° marzo 2024. Per Giugliano in Campania, il punto “RZZ1” presenta un valore di PCE pari a 3,10 µg/L il 6 dicembre 2023, nuovamente riscontrato nel gennaio 2025″.

PROVINCIA DI AVELLINO

In provincia di Avellino il fenomeno risulta concentrato nel comune di Montoro e presenta “profili di particolare sensibilità per il coinvolgimento della rete idrica, di pozzi, filtri,
serbatoi e partitori”. I superamenti emergono “nel corso del 2025, con valori ripetuti superiori ai limiti e con un picco particolarmente elevato pari a 30,52 µg/L di PCE in un punto di captazione”.

PROVINCIA DI SALERNO

Per la provincia di Salerno i superamenti risultano nei comuni di Scafati, Angri e Sarno, con valori rilevati nel primo trimestre del 2024. “La localizzazione dei superamenti in un’area agricola e fortemente antropizzata – sottolineano le carte – impone verifiche specifiche sugli usi irrigui, sull’esposizione indiretta e sulle possibili interferenze con la filiera agroalimentare”.