Se la politica fosse una danza, ad Avellino si starebbe ballando un vorticoso ballo in maschera.
A meno di due anni dalle amministrative del 2024, il panorama politico cittadino si presenta oggi irriconoscibile.
Tra consiglieri uscenti, assessori e aspiranti tali, la mappa delle alleanze in vista del voto del 24 e 25 maggio 2026 per effetto della sfiducia all’ex sindaco Laura Nargi, racconta una storia di migrazioni record, dove i confini tra centrosinistra, centrodestra e civismo e “basta che vengo eletto datemi un posto”, sembrano essere diventati più labili che mai.
L’onda d’urto maggiore verso il “campo largo” è quella più impattante: il Nazareno avellinese sembra essere diventato il “porto sicuro” per molti ex fedelissimi di altri schieramenti. Spiccano i nomi di Nicole Mazzeo e Mario Sorice, che completano un percorso iniziato con l’area Festa, passato per il sostegno a Laura Nargi e approdato ora ufficialmente nel Pd.
Non meno clamorosi sono i passaggi dal centrodestra: Sergio Trezza, attualamente iscritto di Forza Italia ha virato sulla “Casa Riformista” di Enzo Alaia e del campo largo, sperando in una poltrona da assessore in caso di primo eletto della lista.
Poi c’è un’altra esponente di Forza Italia, Mafalda Galluccio che pure ha scelto di vestire i colori dem e nella stessa lista Pd compare anche Silvia Di Somma (ex Moderati e Riformisti) che come i primi due poco meno di due anni fa erano candidati nella lista di centrodestra guidata dal giornalista Rino Genovese.
Con loro c’era anche Geppino Giacobbe che in questo giro si è inserito nelle manovre centriste e dai Moderati e Riformisti passa alla lista direttamente collegata al sindaco del centrosinistra, Nello Pizza. E in questo valer entra anche Carmine Di Sapio che “abbandona” il progetto Nargi sempre per un posto al sole nella lista dell’aspirante sindaco del campo largo. Ed anche Gianluca Gaeta, ex fedelissimo di Gianluca Festa tanto da essere nominato assessore nella giunta Nargi, oggi ha scelto di correre sotto le insegne di Pizza Sindaco.
Alleato di Festa era anche Antonio Cosmo che sceglie la via di Noi di Centro, confermando come la galassia centrista sia in piena ebollizione.
E poi ci sono Michele Lombardi e Pasquale Nazzaro (entrambi con un passato nell’area Festa che si fanno folgorare, come il già citato Trezza, dalla Casa Riformista del consigliere regionale Alaia.
La sindaca uscente Nargi, tuttavia, pur perdendo alcuni pezzi, incassa adesioni pesanti che pescano direttamente dal Movimento 5 Stelle. Francesco Corbo e Alfonso Laudonia, volti noti del mondo pentastellato di un tempo, hanno ufficializzato il loro sostegno alla Nargi. A loro si aggiunge Nicola Poppa, che compie il percorso inverso rispetto ai colleghi Mazzeo e Sorice, lasciando il Pd per unirsi alla coalizione della sindaca.
In questo panorama di migrazioni siregistra il movimento di Francesca Medugno, che lascia i “Moderati e Riformisti” per tornare a sostenere l’area legata all’ex sindaco Gianluca Festa.
Ma cosa spinge un amministratore a cambiare tre schieramenti in meno di 24 mesi? Per alcuni si tratta di “realismo politico”, la necessità di trovare una collocazione in coalizioni che garantiscano governabilità. Per i critici, è il segno di una crisi ideologica profonda, dove il consenso personale conta più dell’appartenenza partitica.
Resta da capire come reagirà l’elettorato avellinese davanti alle urne. Il 24 e 25 maggio non sarà solo una sfida tra candidati sindaco, ma un test sulla tenuta della coerenza politica in una città dove, negli ultimi due anni, l’unica costante è stata il cambiamento.




















