Educare alle relazioni, ed attenzione al linguaggio. Queste le due direttrici date dalla dirigente del Liceo “G. Guacci”, Giustina Anna Gerarda Mazza nell’incontro svoltosi questa mattina, presso l’Auditorium Sant’Agostino, per la discussione del tema: “Amare non è ferire. Educazione affettiva contro la violenza di genere e uso consapevole della rete”, promosso dalla Prefettura di Benevento e realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi del Sannio e il Liceo Statale “G. Guacci”.
Presenti questa mattina il Questore Giovanni Leuci, il Comandante dei Vigili del Fuoco Salvatore Angelo Capolongo, il Comandante della Guardia di Finanza di Benevento, Michelantonio Sportelli e il Comandante dei Carabinieri di Benevento Giuseppe Friscuolo
Un’attività che ha voluto promuovere un confronto per discutere di relazioni sane e a favorire un utilizzo responsabile degli strumenti online, con particolare attenzione alla prevenzione della violenza di genere. Nel corso dell’evento sono stati presentati i progetto del Liceo “Guacci”, attraverso gli interventi di studenti e studentesse soprattutto sui linguaggi social. La Rettrice dell’Università del Sannio, Maria Moreno, ha aperto l’incontro con queste parole: “E’ un problema serio e grave quello della violenza di genere e dell’uso non consapevole della rete. Le istituzioni, come l’Università, la Prefettura, la scuola vogliono far capire ai ragazzi quanto sia fondamentale usare il linguaggio social. E’ da li che può iniziare la violenza, quella di genere. Il nostro è un progetto educativo collaborativo”.
E’ intervenuto quindi il Prefetto di Benevento, Raffaela Moscarella, che ha sottolineato come il tema sia trasversale ma ha anche aggiunto: “Ritengo che sia la vera emergenza di questo territorio”. Il Prefetto ha sottolineato infine l’importanza della prevenzione. La dirigente Mazza ha parlato di una tematica fortissima: “Una piaga per questa nostra società. Serve sinergia tra famiglia e scuola. Questo è un nodo cruciale dell’intervento educativo: da soli non si può far nulla, i ragazzi arrivano già con una formazione, noi dobbiamo capire e conoscere per poi poterci lavorare”.




















