Si chiude una lunga vicenda giudiziaria che ha visto un uomo difendersi dalle accuse dell’ex moglie per i reati di estorsione e per violazione degli obblighi di assistenza familiare.
Una storia travagliata e, come detto, lunga, che ha vissuto diverse fasi giudiziarie. La denuncia risale al 2022 e il Pm di allora, la dottoressa Marcaccio, formulò la richiesta di archiviazione nei confronti dell’uomo, difeso dall’avvocato Davide D’Andrea dello Studio Legale Quattordici.
L’ex moglie, difesa all’epoca dall’avvocato De Cicco, non si arrese e propose opposizione all’archiviazione con la formulazione dell’imputazione coatta. All’udienza di discussione il G.I.P., dott.ssa Maria Di Carlo, nel ritenere infondata la notizia di reato per estorsione, in virtù anche delle memorie della difesa dell’indagato, archiviò la posizione per l’ipotesi di reato di estorsione, ma, nel contempo, dispose ulteriori indagini per il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare.
Ritornati gli atti al PM, dopo attività suppletive in unione a quelle della difesa dell’indagato, quest’ultima formulò una nuova richiesta di archiviazione per il reato 570 c.p.
Ma anche in questo caso la donna non era convinta di volersi arrendere e propose una nuova opposizione per il tramite del nuovo difensore, l’avvocato Gennaro Lengua.
All’udienza di discussione, la persona offesa, difesa in sostituzione dal difensore nominato dall’avv. Gerardo Giorgione, ebbe ad insistere per la richiesta di rinvio a giudizio, mentre il PM e la difesa dell’indagato per l’archiviazione, attesa la insussistenza di elementi che potessero sostenere l’accusa in giudizio.
Solo in questi giorni la decisione finale, con l’archiviazione dell’indagato anche per il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare, poiché anche per esso era infondata la denuncia e l’opposizione all’archiviazione sporta.




















