Provate a immaginare la scena: un genitore che saluta un figlio, giovanissimo, augurandogli buona serata e buon divertimento, di non esagerare e fare attenzione. E poi sentirsi chiamare dai Carabinieri perchè c’è stata una lite e qualcuno ha colpito più forte tanto da far intervenire anche l’ambulanza.
Probabilmente la chiamata al genitore non ci sarà stata, ma la scena grosso modo resta questa. Il luogo è il pieno centro di Benevento, ai piedi dell’Arco di Traiano illuminato di giallo e rosso. Luogo di passaggio per tanti giovanissimi e di permanenza per gli avventori del sabato più adulti.
Una parola di troppo, forse, uno sguardo, forse, vecchi dissidi, forse. Insomma qualsiasi sia stata la motivazione alla fine è scattata la rissa e ad avere la peggio è stato un ragazzo. Una lite degenerata con un connotato abbastanza preoccupante: l’età media delle persone che erano vicine al malcapitato e pronte per essere ascoltate dai Carabinieri era veramente bassa, troppo per una situazione del genere.
Una deriva che sta portando ad abbassare sempre di più l’età di quei contendenti a cui basta poco per passare alle vie di fatto e spesso farsi del male. Per fortuna non è successo nulla di grave, probabilmente la paura è stata tanta, il danno gestibile anche perchè, pare, che il ragazzo abbia rifiutato il trasporto in ospedale.
Ecco, forse è mancata la chiamata ai genitori per avvisare che era successo qualcosa di spiacevole. Forse quella chiamata, con tutto il carico di paura annesso, avrebbe potuto far capire a questo ragazzo e a tanti altri, che il divertimento è qualcosa di diverso. La mancata comunicazione del pericolo e il ritorno a casa come se nulla fosse stato, serve a tenere all’oscuro i genitori e convincere proprio i ragazzi che alla fine non è successo niente.




















