Il caos. Da ieri l’area a sud di Napoli è una trappola per chiunque debba spostarsi. Il colpo di grazia arriva da un incastro micidiale: lo sciopero che ha paralizzato la Circumvesuviana si somma alla sospensione, fino al 29 giugno, della linea storica Napoli–Salerno via Cava per i lavori all’ERTMS. Stamattina pendolari, studenti, lavoratori e turisti erano letteralmente esasperati. Pare si sia registrato particolare malcontento tra i pellegrini al Santuario di Pompei ed i turisti che hanno dovuto rimandare al pomeriggio la visita agli Scavi di Pompei ed Ercolano.
A San Giovanni Barra, Nocera, Scafati, Torre Annunziata centinaia di persone accalcate in attesa di bus sostitutivi che non arrivavano, o arrivavano già pieni. Chi doveva andare a scuola, al lavoro, all’ospedale, non ci è arrivato. E i turisti stranieri, mappa in mano e nessuna informazione, vagano ancora spaesati chiedendo come raggiungere il Santuario o gli Scavi: un biglietto da visita disastroso per la Campania nel mese più importante per il turismo culturale e religioso.
A denunciare l’emergenza è anche il Comitato Etica, Salute e Vivibilità. Il coordinatore Agostino Ingenito conferma quanto registrato da Anteprima24 e dichiara: “Manca una cabina di regia. Migliaia di persone sono lasciate ogni giorno nell’incertezza, tra treni cancellati, autobus insufficienti e zero informazioni chiare. Un territorio già fragile viene isolato proprio mentre scuole, fabbriche e flussi turistici sono a pieno regime. Così si rischia il collasso”.
Per questo il Comitato chiede l’intervento immediato dei Prefetti di Napoli e Salerno, dei Ministeri dell’Interno e dei Trasporti, e un tavolo urgente con la Regione e le aziende. Sul tavolo corse bus rapide via autostrada dai nodi strategici, presidi informativi nelle stazioni e nei siti archeologici, e un piano traffico straordinario per evitare la paralisi totale. Il Comitato sollecita direttamente Luca Cascone, presidente della Commissione Trasporti della Regione Campania, ad assumere iniziative immediate, perché senza una risposta rapida l’area vesuviana e l’Agro Nocerino Sarnese rischiano di restare davvero a piedi.




















