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“Una situazione nel Sannio molto complessa e difficile, anche osservando l’evoluzione delle dipendenze”. Diego Marino, dirigente del SERD di Benevento, ha utilizzato queste parole per descrivere il contesto in cui agisce l’Unità Operativa Dipendenze Patologiche dell’Asl Benevento, fornendo un quadro realistico dello stato della dipendenza dei cittadini dalle droghe.
Il dirigente ha relazionato sul progetto “Zero Sostanze”, iniziativa di sensibilizzazione, prevenzione e contrasto delle droghe, voluta e coordinata dal Procuratore della Repubblica di Benevento Nicola D’Angelo, che si è svolta presso l’Istituto Ipsar “le Streghe”. Intendimento del Procuratore evidentemente era quello di aprire un dialogo ed un confronto con i più giovani, ovvero la categoria più fragile ed esposta della società civile nel senso che è quella più aggredibile da quanti hanno tutto l’interesse a propagare l’uso delle sostanze stupefacenti
L’incontro odierno presso l’Istituto Alberghiero ha consentito di entrare nel vivo del confronto.
Il dirigente del Serd Marino, che si occupa dei soggetti con problematiche di dipendenze da sostanze stupefacenti, alcol e gioco d’azzardo, ha voluto essere disponibile e favorevole ad un nuovo dialogo su questa delicata tematica e la sinergia con la Procura e l’Ordine degli Avvocati vuole proprio portare ad un tavolo tecnico per poter, insieme, combattere questi fenomeni che sono devastanti per la qualità della vita di tanta parte della popolazione.
Nell’Aula Magna dell’Istituto Le Streghe erano presenti il Questore Giovanni Leuci, il Comandante della Guardia di Finanza, colonnello Michelantonio Sportelli e il procuratore aggiunto Giovanni Scarfò..
Marino ha sottolineato: “Ci siamo spostati dalle dipendenze classiche e quelle relative agli oppiacei a nuove dipendenze come ai cannabinoidi e alle sue varie forme”. Il dirigente ha sottolineato come il lavoro al Serd è reso più complicato anche dal fatto non esistono terapie farmacologiche riconosciute ed efficaci per questi tipi di dipendenze.
Infine ha concluso: “Occorre facilitare l’accesso alle fasce giovanili nei servizi quando il disturbo sta iniziando a presentarsi”.
Il Procuratore D’Angelo, ispiratore del progetto, ha spiegato: “I giovani sono la parte attiva di questa iniziativa”. Il magistrato, poi, ha riconosciuto come la criminalità organizzata metta al primo posto lo spaccio di sostanze stupefacenti per avere il controllo del territorio. D’Angelo ha quindi sottolineato: “In questo territorio c’è una realtà dinamica che cresce, ma c’è abbastanza ordine e si può intervenire a differenza di altre realtà”.
La dirigente dell’Ipsar Paola Guarino ha spiegato: “La scuola ha bisogno dei legami con il territorio per poter vincere alcune battaglie che possono sembrare complicate”.
Stefania Pavone, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Benevento: “Vogliamo – ha detto – diffondere questo progetto nelle scuole per renderlo duraturo e continuativo nel tempo. Si tratta di una campagna di sensibilizzazione che deve interessare tutte le istituzioni. Le scuole sono il motore portante: questa è la nostra sfida”. E’ intervenuto quindi Nico Salomone, Presidente della Camera Penale di Benevento: “E’ importanze una azione preventiva e diffondere questi messaggi agli studenti. La repressione da sola non può servire a nulla. Si deve partire dalle famiglie alla scuola e perciò stimoliamo i ragazzi su questo messaggio”.