“Ringrazio il consigliere regionale di AVS Rosario Andreozzi per essersi attivato con tempestività sulla vicenda della chiusura del Centro di Salute Mentale di Airola”. – Così in una nota Giovanna Megna, che torna sulla vicenda del CSM caudino chiuso ormai da mesi, denunciando i disagi che stanno vivendo pazienti, famiglie e operatori sanitari del territorio.
“La situazione sta producendo gravi difficoltà nella Valle Caudina, privata di un presidio territoriale fondamentale per la salute mentale”, sottolinea Megna, chiedendo che vengano chiarite “responsabilità e ritardi” che hanno portato all’interruzione del servizio. La dirigente di AVS-Sinistra Italiana chiede inoltre “un cronoprogramma certo per il ripristino delle attività nel territorio caudino e soluzioni immediate per i pazienti più fragili”.
Nel suo intervento, Megna esprime anche “pieno sostegno” alla mobilitazione portata avanti da cittadini, familiari dei pazienti e realtà civiche locali, tra cui “La Rete Sociale” e il “Comitato Salute”, che in queste settimane stanno chiedendo con forza la riapertura del Centro di Salute Mentale di Airola e la tutela del diritto alla cura.
“La partecipazione e la sensibilizzazione della comunità – afferma – rappresentano un elemento fondamentale per evitare che il disagio psichico venga relegato ai margini del dibattito pubblico e istituzionale”.
“Episodi drammatici avvenuti recentemente nel Paese hanno riacceso l’attenzione sui rischi connessi all’abbandono, all’isolamento e alla mancanza di supporto continuativo per le persone più vulnerabili. Per questo la tutela dei pazienti psichiatrici, la continuità terapeutica e la presenza di servizi di prossimità non possono essere considerate questioni secondarie, ma rappresentano una priorità sanitaria e sociale che le istituzioni devono affrontare con responsabilità e urgenza”.
“La salute mentale – conclude – non può essere trattata come un servizio marginale: occorrono ascolto, prossimità territoriale e risposte concrete”.



















