Tre candidati, tre visioni diverse di città, un’unica sfida: conquistare Palazzo di Città. Ad Avellino la corsa a sindaco si gioca attorno ai nomi di Nello Pizza, Gianluca Festa e Laura Nargi, protagonisti di una campagna elettorale intensa, segnata da alleanze larghe, ritorni clamorosi e scontri politici.
Avvocato penalista, 59 anni, già segretario provinciale del Pd, Nello Pizza è il candidato del campo progressista. Dopo la sconfitta del 2018, torna in corsa sostenuto da una coalizione ampia che tiene insieme Pd, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Noi di Centro, Avs, Psi, Radicali e movimenti civici. Una sintesi politica non semplice, soprattutto dopo le divisioni registrate in altri comuni campani, ma che ad Avellino ha retto fino alla fine.
“La città delle persone e delle piccole cose” è il filo conduttore della sua campagna. Al centro del programma il rilancio dei quartieri, il riammagliamento tra centro e periferie, il ritorno del treno e dei collegamenti veloci con Salerno e Benevento, il recupero dei grandi contenitori culturali cittadini e un piano casa per le famiglie in difficoltà. Tra le proposte anche il salario minimo negli appalti comunali, nuovi asili nido pubblici, il ripristino dei consultori, il recupero dell’ex Isochimica e la gestione pubblica dei parcheggi.
Pizza ha condotto una campagna dai toni inizialmente moderati, scegliendo il contatto diretto nei quartieri e accompagnando gli incontri con un food truck che distribuiva pizza, giocando ironicamente sul cognome. Accanto a lui i leader nazionali del centrosinistra: Giuseppe Conte, Elly Schlein, Nicola Fratoianni, Clemente Mastella e Roberto Fico. Più volte ha citato Calvino e “Le città invisibili”, trasformando la cultura in manifesto politico: “Avellino non sarà la città delle meraviglie ma delle persone“.

















