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Si è rinnovata la suggestiva marcia di solidarietà, di partecipazione, di speranza per la vita denominata “Una luce per la vita – Fiaccolata per i malati oncologici”, promossa ed organizzata dalle associazioni “The Power of Pink” e “Rosa Samnium”.

In migliaia si sono presentati a Pietrelcina, nella terra natale di San Pio, partendo “là dove tutto è iniziato”, cioè da Piana Romana, il luogo di raccoglimento e di preghiera di Francesco Forgione, ancora non certo noto al mondo, per diffondere la cultura della prevenzione della malattia oncologica. L’evento, fortemente voluto dall’illustre senologo sannita, primario della Breast Unit del “Moscati” di Avellino, Carlo Iannace, è diventato un momento corale di solidarietà sociale, umana e civile che suscita profonda commozione in chi assiste e che si ripete ormai da quattro anni. Lo sguardo viene rivolto ai pazienti oncologici e alle fasce più fragili: in marcia chi è stato colpito da un tumore, ma anche chi vuole contribuire alla lotta per la cultura della prevenzione e chi vuole pregare San Pio, che tanto si è battuto concretamente in vita a favore dei malati, a pregare per la salute di tutti. La marcia di questo migliaio di persone quasi tutti con una fascia rosa intorno al collo è un momento simbolico e partecipato che negli anni ha saputo unire spiritualità e sensibilizzazione. Il senologo Iannace ha sottolineato ancora una volta e con la stessa forza di sempre che parlare di prevenzione in un luogo come Pietrelcina significa richiamare i valori di Padre Pio, cioè stare vicino alle persone che soffrono. Il sindaco della Città di San Pio, Salvatore Mazzone, ha evidenziato come la manifestazione si sia arricchita negli anni di significati sempre più profondi: “Questo evento, “Una Luce per la Vita”, rappresenta oggi non soltanto un evento simbolico, ma un autentico momento di vicinanza ai malati oncologici e alle loro famiglie”. La camminata di speranza è partita da Piana Romana per poi snodarsi lungo la Via del Rosario, pochi chilometri di un sentiero che è rimasto quello che percorreva Francesco Forgione, fino al centro di Pietrelcina. Hanno camminato insieme in tanti: un vero fiume rosa che ha voluto testimoniare un abbraccio collettivo. “Nessuno è solo e deve sentirsi solo. Se si cammina insieme il percorso può diventare leggero”: ha rimarcato Mazzone.
E pensare che, come ha ricordato Carlo Iannace, l’iniziativa nacque in sordina, quasi per caso, nel corso di un colloquio con il Sindaco, ma si è trasformato anno dopo anno in una straordinaria mobilitazione popolare grazie anche alla collaborazione di sempre maggiori spinte di volontari, uomini e donne, che hanno creduto in questo messaggio, nonché delle stesse Autorità religiose del Convento francescano di Pietrelcina. Iannace ha sottolineato l’importanza della prevenzione oncologica e dei valori trasmessi da Padre Pio: “Aiutare chi soffre, stare vicino alle persone fragili e non lasciare solo nessuno nel percorso della malattia. Ancora oggi – ha spiegato – si ha quasi vergogna di parlare di tumori, ed è per questo che eventi come questo diventano fondamentali”.
Per Iannace occorre dare un messaggio di speranza: “Occorre presenza e perché no anche un sorriso”.