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La smania, è l’effetto che si genera in un momento di grande entusiasmo. Scatta la voglia di non fermarsi, di alzare l’asticella ancora di più e provare qualcosa di ancora più grande. Ma la storia, in questo caso, va in senso opposto e allora serve prudenza. In tutti i sensi.

Bisogna evitare assolutamente l‘effetto ‘ascensore’ delle ultime due esperienze in massima serie per il Benevento. Sarebbe deleterio sotto tutti i punti di vista. Per piazze piccole e senza appeal, almeno per la serie A ovviamente, come quella sannita, un consolidamento nell’anticamera del grande calcio sarebbe cosa buona e giusta. D’altronde la storia lo dice, in quasi cento anni di vita se i campionati di A e B messi insieme si contano sulle dita di una mano, una spiegazione deve anche esserci. 

E allora prudenza, negli addetti ai lavori soprattutto, e pazienza nei tifosi. Quelli che vorrebbero una campagna acquisti faraonica in Serie B con una rosa da rivoltare come un calzino perchè ‘Benevento vuole vincere’.

Certo, Benevento vuole vincere, tutti hanno voglia di riversarsi per strada e sedersi al tavolo delle big, ma perchè farlo immediatamente? Perchè non avere la pazienza di farsi le ossa, e stavolta per bene, in un torneo come la Serie B provando a strutturarsi di anno in anno per poi farsi trovare pronti, salire in Serie A, ma stavolta per rimanerci senza avere la sensazione che sia finita prima di cominciare?

Anche questa è maturità, riconoscere un limite e capire che per il Benevento serve un percorso diverso e fatto di step. Salire i gradini a due a due fa anticipare i tempi, questo è vero, ma c’è il rischio di non arrivare al meglio in cima e, per inciso, le scale si possono fare a due a due salendo, ma vale anche per il percorso inverso che è meno stancante e più veloce.

Tutto questo per dire cosa? Che serve calma, serve programmazione e non serve la fretta. Si sente già da qualche giorno che questa squadra, così com’è, non va bene in Serie B, che servono rivoluzioni e una quindicina di acquisti. Che questo va bene in C, uno su tutti Salvemini, il più menzionato, ma non in Serie B. E così che vengono fuori i discorsi del serve la punta, il difensore, il centrocampista, l’ala e il terzino. 

Servono sia chiaro, la squadra deve avere il suo naturale upgrade per la nuova e più difficile categoria. Ma con cognizione di causa. In fondo se ha fatto bene in C, perchè non possono fare bene anche in B con qualche giusto accorgimento? C’è qualità, c’è affiatamento, c’è spirito. Serve qualche ritocchino qua e la per essere completi in tutto e per tutto.

Ah, un avviso ai naviganti per evitare di incorrere in brutte figure. All’inizio del mercato si aspetti prima di giudicare l’obiettivo. Lo insegna questa stagione. Un plebiscito di bocciature per i vari Saio, Ceresoli, Borghini, Romano, Salvemini, Ricci, il Tumminello rotto, Lamesta e Manconi devono andare via e cose del genere. La storia ha smentito tutti, i fatti sono andati in altra direzione. E’ bene imparare anche questo: giudicare prima è inutile, giudicare senza conoscere è sbagliato. Ma poi, perchè giudicare? Basta semplicemente tifare, sostenerli e alla fine la risposta la darà il campo.