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Sarebbe stato il violento impatto con una delle altalene giganti durante le operazioni di collaudo della giostra a provocare il grave trauma cranico che ha causato la morte di Sakil Hossain, il 26enne operaio originario del Bangladesh deceduto all’ospedale Moscati di Avellino dopo l’incidente avvenuto a Lioni. È quanto emerge dai primi accertamenti eseguiti dal medico legale Giovanni Zotti e dall’anestesista rianimatore Fernando Chiumiento, consulenti incaricati dalla Procura di Avellino di effettuare gli esami irripetibili per chiarire le cause del decesso.

I due esperti dovranno ora esaminare la cartella clinica acquisita dagli investigatori per verificare tutti gli aspetti legati alle cure ricevute dal giovane durante il ricovero. La relazione tecnica sarà depositata entro novanta giorni. L’incidente risale al 24 maggio scorso. Hossain fu colpito dalla struttura in movimento della giostra riportando lesioni gravissime. Trasportato in condizioni critiche al Moscati, è rimasto ricoverato nel reparto di Rianimazione fino al decesso avvenuto cinque giorni dopo.

Nell’inchiesta risulta indagato il proprietario dell’attrazione, A.D.S., al quale viene contestato il reato di omicidio colposo. Secondo le indagini del Commissariato di Sant’Angelo dei Lombardi sarebbero emerse presunte violazioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro, in particolare per quanto riguarda la verifica dell’idoneità tecnica del personale addetto e la sicurezza delle aree di accesso e uscita della giostra.

Conclusi gli accertamenti autoptici, la salma è stata restituita ai familiari ma resta all’obitorio dell’ospedale Moscati in attesa dell’arrivo in Italia della giovane moglie del 26enne, che a fine maggio ha dato alla luce la loro bambina. La donna ha ottenuto i documenti necessari per raggiungere l’Irpinia grazie al sostegno della comunità di Lioni, mobilitatasi dopo la tragedia. Nei prossimi giorni saranno definite, insieme ai familiari, le modalità delle esequie e la destinazione della sepoltura del giovane operaio.