Presidio dinanzi la Prefettura di Benevento questa mattina promosso da Global Sumud Sannio e dall’Unione Sindacale di Base (USB) per richiamare l’attenzione della pubblica opinione su alcune emergenze internazionali che si consumano sotto gli occhi di tutti. I manifestanti hanno sottolineato ancora una volta la propria posizione a favore della tutela dei diritti umani, dell’inclusione sociale e della solidarietà internazionale: le ragioni della ennesima manifestazione di piazza sono molte e tutte di eccezionale gravita’.
I manifestanti hanno innanzi tutto voluto esprimere la propria protesta per la tragedia che si sta consumando a Gaza ai danni di un intero popolo inerme, costretto a vivere in condizioni disumane, senza acqua, cibo, medicinali sotto le tende e chiedere ancora un volta un’azione politica forte e senza senza se e ma da parte del Governo nazionale per fermare le sofferenze dei palestinesi oppressi dall’esercito d’Israele.
Ma il presidio voleva denunciare anche altre atroci vicende: le condizioni di sfruttamento che, secondo i promotori, continuano a colpire molti lavoratori e lavoratrici migranti in Italia dai Paesi dell’Africa e dell’Asia ed ancora denunciare i ritardi burocratici, le inefficienze amministrative e gli ostacoli istituzionali che limitano l’accesso ai diritti fondamentali delle persone migranti. I militanti hanno voluto esprimere in particolare solidarietà, insieme ad un rapido esercizio di giustizia nei confronti dell’orrendo massacro dei braccianti agricoli pakistani arsi vivi in un’auto nel piazzale di un distributore di carburante in Calabria qualche settimana fa, puniti in questo modo orrendo per aver semplicemente reclamato condizioni di vita dignitosa ed una paga adeguata. Il disprezzo nei confronti dei diritti inalienabili degli individui si consuma anche in altri contesti ed in altre circostanze. I manifestanti beneventani hanno infatti fatto sentire la propria voce a favore degli attivisti della Global Sumud che sono stati fatti prigionieri nelle carceri libiche per aver semplicemente cercato di portare, con una carovana di solidarietà terrestre, aiuti umanitari al popolo palestinese.
Il Governo italiano deve intervenire presso le autorità libiche per ottenere il rilascio degli attivisti sequestrati a Sirte il 22 maggio scorso: questo il nuovo messaggio che la piazza beneventana ha lanciato verso Roma.




















