Sarà la riunione convocata per mercoledì pomeriggio a definire le condizioni che consentiranno l’uso in sicurezza degli arenili tra Pastena e Torrione durante la sospensione dei lavori di ripascimento. L’incontro, richiesto dal Comune all’impresa esecutrice, rappresenta il passaggio chiave per restituire al pubblico un tratto di litorale che, per molti cittadini, è una vera boccata d’ossigeno in un’estate segnata da difficoltà economiche e sociali.
La necessità di individuare una soluzione immediata è emersa già questa mattina, al termine di un confronto tecnico negli uffici comunali. In quella sede è stata confermata l’intenzione del sindaco Vincenzo De Luca di procedere alla rescissione del contratto con l’azienda incaricata dei lavori, ritenuta responsabile delle criticità che hanno portato allo stop del cantiere.
Per il tratto di Torrione, l’amministrazione ricorda che fin dal novembre scorso aveva contestato all’impresa la non conformità dei materiali utilizzati per il ripascimento rispetto al capitolato. Da tali contestazioni è nato un contenzioso formale, culminato nell’avvio della procedura di risoluzione contrattuale. La posa di materiali non idonei rende ora necessaria la loro completa sostituzione, come già avvenuto negli altri interventi sul litorale est.
Tuttavia, tali operazioni non potranno essere eseguite nel periodo estivo, poiché vige il divieto di effettuare lavori nelle zone di balneazione per ragioni di sicurezza.
Accertato che non esistono criticità igienico-sanitarie tali da impedire l’accesso alla spiaggia, il Comune ritiene prioritario garantire comunque la fruibilità pubblica degli arenili durante il blocco del cantiere. Per questo motivo saranno attivati Asl e Arpac per il rinnovo dei controlli di competenza.
Nel frattempo, nei prossimi giorni si terrà anche un incontro informale in Prefettura, richiesto dall’assessore regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro. Sabato l’assessore aveva partecipato, insieme a esponenti del Movimento 5 Stelle e a consiglieri comunali di opposizione, a un’iniziativa pubblica per sollecitare una soluzione rapida. La chiusura della spiaggia, infatti, ha generato disagi sociali significativi, colpendo soprattutto quei cittadini che non hanno la possibilità di affittare lettini e ombrelloni e che considerano quel tratto di arenile un servizio essenziale.
Non mancano però altre preoccupazioni. A Cetara, dopo che Comune, Asl e Arpac avevano dato il via libera alla riapertura della spiaggia, è intervenuta la Procura, bloccando ogni possibilità. Un precedente che ora pesa anche su Salerno: resta infatti da capire se, pur in assenza di una vera e propria inchiesta come quella aperta a Cetara, possa arrivare un intervento analogo.
Nel caso salernitano, a chiedere la sospensione dei lavori era stata la Capitaneria di Porto, non la magistratura. Ma l’incertezza generata dagli sviluppi di Cetara impone cautela e apre un ulteriore fronte di attenzione.
L’obiettivo condiviso resta quello di riaprire in sicurezza gli spazi di balneazione, in attesa della ripresa dei lavori e della definitiva sistemazione del litorale.




















